Gossip e Tv

Monica Mosca replica la foto di Chanel Totti

Non sembrano destinate ad attenuarsi le polemiche dopo la pubblicazione, sulla copertina del settimanale Gente, della foto di Chanel Totti in costume. L’immagine che ritrae in un momento di svago l’adolescente 13enne, figlia dell’ex calciatore Totti ed Ilary Blasi in spiaggia, ha infatti scatenato subito polemiche, molteplici reazioni ed aspre critiche.

La replica di Monica Mosca

I genitori di Chanel, Ilary Blasi ed il 43enne ex attaccante, Francesco Totti, avevano reagito intervenendo entrambi su Instagram, con queste parole:

Monica Mosca ph. credit: Web
Monica Mosca ph. credit: Web

Ringrazio il direttore Monica Mosca per la sensibilità dimostrata mettendo in copertina il lato B di mia figlia minorenne senza curarsi del problema sempre più evidente della sessualizzazione e mercificazione del corpo delle adolescenti

La Direttrice di Gente, la giornalista Monica Mosca, ha risposto con una nota a queste accese critiche, sottolineando quanto lei abbia sempre indirizzato il suo lavoro nell’intento di valorizzare la donna e la famiglia, dicendo:

Come direttore ho sempre inteso valorizzare le donne e più in generale sostenere i valori della famiglia: era l’intento anche di questa pubblicazione, in cui si è voluto semplicemente ritrarre la famiglia Totti in un momento di normalità. In alcun modo, ovviamente, abbiamo mai inteso uscire da questo obiettivo

La dichiarazione del Cnog

Intanto anche il Consiglio dell’Ordine dei Giornalisti ha espresso la sua opinione su questa spinosa quanto delicata questione. A riguardo, la Presidente della Commissione Pari Opportunità del Cnog(CONSIGLIO NAZIONALE ORDINE DEI GIORNALISTI), Licia Ronzulli, ha affermato trattasi di “mercificazione del corpo di una tredicenne“:

Non è la prima volta che per una manciata di copie vendute in più, il corpo di minorenni viene sbattuto in copertina, in barba a ogni basilare principio di etica e buon senso, oltre che in deroga a precisi richiami normativi che impongono al giornalismo di considerare come primario il diritto alla riservatezza dei minori rispetto al diritto di cronaca

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