Il Qatar ha inviato domenica 49 camion carichi di aiuti umanitari in Egitto e Giordania destinati alla Striscia di Gaza, dove la crisi alimentare innescata dalle restrizioni israeliane ai rifornimenti ha già causato la morte di almeno 133 persone per malnutrizione dall’inizio della guerra. “Nell’ambito del continuo sostegno umanitario del Qatar al fraterno popolo palestinese, un totale di 49 camion di aiuti umanitari sono arrivati in Egitto e Giordania”, ha annunciato oggi il ministero degli Affari Esteri del Qatar. La nota precisa che gli aiuti provengono dal Fondo di Sviluppo del Qatar, in collaborazione con la Qatar Charity Association e la Mezzaluna Rossa del Qatar.

Le forniture saranno consegnate al Programma Alimentare Mondiale (Pam), che si occuperà della distribuzione a Gaza attraverso i valichi di Rafah, dall’Egitto, e Zikim, a nord. Tra i beni inviati figurano 4.704 pacchi alimentari destinati a un numero equivalente di famiglie, 200 tonnellate di cibo per 50mila persone, 174 tonnellate di farina e 5mila unità di latte artificiale.

Sempre domenica, l’esercito giordano ha reso noto di aver effettuato tre lanci aerei di aiuti umanitari e alimentari sulla Striscia, per un totale di 25 tonnellate. “Le Forze Armate giordane hanno effettuato tre lanci aerei sulla Striscia di Gaza con aiuti umanitari e alimentari, uno dei quali con gli Emirati Arabi Uniti”, si legge nel comunicato diffuso da Amman.

Le morti per fame sono aumentate drasticamente nelle ultime settimane, soprattutto dopo che a marzo Israele ha imposto una quasi totale chiusura delle vie di accesso alla Striscia, bloccando l’ingresso di cibo, medicine e carburante. Una misura che ha peggiorato sensibilmente la già grave crisi umanitaria in corso nell’enclave palestinese.

Hamas: “Non ha senso negoziare quando gente muore di fame”

Il leader in esilio di Hamas per la Striscia di Gaza, Khalil al-Hayya, ha dichiarato domenica che “non ha senso” continuare a negoziare un cessate il fuoco con Israele nell’enclave mentre la popolazione di Gaza muore di fame a causa dell’offensiva israeliana.

“I negoziati non hanno senso mentre la nostra gente a Gaza, compresi bambini e donne, muore di fame, viene sterminata e schiacciata sotto assedio”, ha dichiarato il funzionario in un videomessaggio condiviso sui canali social del gruppo. Al-Hayya ha anche accusato Israele di usare i negoziati come “pretesto” per continuare a far morire di fame la popolazione e cercare di ottenere “concessioni” che non puo’ ottenere combattendo.

Le dichiarazioni dell’esponente di Hamas seguono la dichiarazione del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu secondo cui “non ci saranno piu’ scuse” per Israele di non continuare la sua offensiva contro la Striscia di Gaza, dopo che l’esercito ha annunciato “percorsi sicuri” per i convogli di aiuti umanitari delle Nazioni Unite nella Striscia. Netanyahu ha inoltre assicurato che Israele sta facendo progressi sia nei combattimenti che nei negoziati per la liberazione degli ostaggi e che, indipendentemente dalla “via scelta”, il Paese consentira’ un ingresso “minimo” di rifornimenti umanitari. I decessi per fame sono aumentati vertiginosamente nelle ultime settimane a Gaza, a seguito della chiusura quasi totale delle strade di accesso imposta da Israele a marzo e riaperta solo parzialmente a fine maggio. In totale, 133 persone sono morte per malnutrizione nella Striscia dall’inizio della guerra, tra cui 87 bambini, secondo i dati aggiornati oggi dal ministero della Salute di Gaza controllato da Hamas.