Cronaca

Ferdinando Imposimato: prima magistrato poi politico e scrittore

Morto il magistrato Ferdinando Imposimato: una carriera votata alla giustizia e all’impegno istituzionale e civile a tutto tondo.

Nella mattina di ieri, Martedì 2 Novembre 2018, è morto Ferdinando Imposimato, uno dei magistrati di maggior rilievo degli ultimi anni ma non solo.
Imposimato era stato ricoverato presso il Policlinico Gemelli di Roma il 31 Dicembre nel reparto di rianimazione dove era arrivato d’urgenza.

La carriera da magistrato: la lotta alle mafie

Nato a Maddaloni, in provincia di Caserta, nel 1936, Ferdinando Imposimato cominciò la sua lunga carriera nella giustizia nel 1962 in qualità di vicecommissario della polizia di stato. Nel 1964 Imposimato era già magistrato, professione alla quale dedicò buona parte della propria vita, arricchendo il settore della giustizia sia dal punto di vista prettamente professionale che umano. 
Imposimato si è occupato, tra i tanti, anche di alcuni tra i più celebri casi di cronaca nera, tra cui l’omicidio di Aldo Moro, in qualità di giudice istruttore, l’attentato a Papa Giovanni Paolo II, l’attentato al vicepresidente del Csm Vittorio Bachelet e la strage di Piazza Nicosia.

Egli stesso fu colpito da vicino da un terribile lutto per mano della terrorismo mafioso. Nel pieno degli anni di piombo, il fratello Franco fu ucciso in un agguato della camorra, rimanendo crivellato da colpi di pistola all’interno della sua auto con la quale stava tornando a casa dopo il lavoro.

Nelle vesti di magistrato, Imposimato ha ottenuto grandi successi e riconoscimenti tra cui la nomina a Presidente onorario aggiunto della Suprema Corte di Cassazione.
I meriti e la considerazione che Imposimato aveva come giurista lo portarono ad essere richiesto ed apprezzato anche all’estero. Dopo aver abbandonato nel 1986 la magistratura a causa delle forti intimidazioni mafiose, Ferdinando Imposimato collaborò assiduamente con l’Onu, incaricato di provvedere a rafforzare la legislazione antidroga nei paesi dell’America Latina afflitti dal narcotraffico.

L’impegno accademico e letterario

Oltre che per la brillante carriera da magistrato, Imposimato ha ricoperto il ruolo di professore di procedura penale alla facoltà di scienze forensi diretta dal prof. Francesco Bruno presso La Sapienza dal 2002 fino al 2014.

Forte è stato anche il contributo in qualità di scrittore. Si ricordano, tra le varie opere, “Corruzione ad alta velocità. Viaggio nel governo invisibile”; “Vaticano. Un affare di Stato. Le infiltrazioni, l’attentato. Emanuela Orlandi”; “Terrorismo internazionale. La verità nascosta”; “Doveva morire. Chi ha ucciso Aldo Moro. Il giudice dell’inchiesta racconta”; “Attentato al Papa”; “La Repubblica delle stragi impunite. I documenti inediti dei fatti di sangue che hanno sconvolto il nostro Paese”.

Nel 1987 viene eletto al Senato della Repubblica

Per Ferdinando Imposimato non è mancato un forte impegno anche nella politica, alla quale ha potuto dedicarsi più attivamente dopo aver lasciato la magistratura. Un anno dopo aver dato l’addio alla toga già sedeva al Senato in qualità di indipendente di sinistra grazie alle liste del Pci.
Poi nel 1992 passò alla Camera dei Deputati, dove fu eletto, e nel 1994 ancora al Senato.

Soprattutto negli ultimi anni Ferdinando Imposimato si è speso in prima persona per raffozare la tutela dei diritti civili. L’esposizione mediatica l’ha portato poi a sostenere quelle che sono state definite le “verità alternative” con le quali aveva spiegato, a suo parere, alcuni degli avvenimenti più importanti degli ultimi anni, quali la strage di Portella della Ginestra, gli omicidi di Falcone e Borsellino, la strage delle Torri Gemelle, sempre discostandosi dalle versioni ufficiali.

L’ultimo balzo alle cronache di rilievo Imposimato lo aveva avuto nel 2013. Dopo essersi avvicinato al Movimento 5 Stelle lo stesso movimento lo aveva designato, tra i vari, come possibile Presidente della Repubblica.

E’ dallo stesso Movimento 5 Stelle, infatti, che giunge uno dei primi messaggi di cordoglio. «Con Ferdinando Imposimato non sparisce soltanto un magistrato integerrimo e un grande giurista – si legge in una nota pubblicata dal gruppo parlamentare -. Ma va via anche una persona splendida, di grande umanità e sensibilità. Per tutto il M5S sono momenti di enorme dolore, perché Imposimato ha rappresentato una luce vivida, una guida sicura sul percorso che abbiamo da anni intrapreso nella lotta alla corruzione, al malaffare e alle mafie. Esprimiamo il nostro cordoglio più profondo e la vicinanza ai suoi familiari».

Di Lorenzo Maria Lucarelli

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