Il tribunale distrettuale Basmanny di Mosca ha ordinato l’arresto di Yulia Navalnaya, vedova dell’oppositore russo Alexei Navalny, morto in carcere. È accusata di partecipazione a un’organizzazione estremista. Lo ha riferito all’agenzia Tass il servizio stampa del tribunale. “Yulia Borisovna è fuggita dalle indagini preliminari ed è quindi ricercata”, si legge in una nota del tribunale. Il termine della sua detenzione sarà calcolato dal momento dell’estradizione di Navalnaya in Russia, visto che vive all’estero, o dal momento del suo arresto in territorio russo. L’accusa contro di lei prevede una pena dai 2 ai 6 anni di reclusione.

La notizia è stata diffusa da Kira Yarmysh, una sua collaboratrice, e confermata dal tribunale con un breve comunicato. Non è chiaro a quale “organizzazione estremista” facciano riferimento le accuse, ma Navalnaya è la presidente della Fondazione Anti-corruzione (FBK), l’organizzazione no-profit fondata da Navalny che è considerata estremista dal governo russo. Navalnaya ha risposto alla condanna del tribunale con un duro messaggio pubblicato su X, in cui accusa il presidente russo Vladimir Putin di essere «un assassino e un criminale di guerra»

Dopo la morte del marito Aleksei in una colonia penale russa lo scorso febbraio, Yulia Navalnaya, che risiede all’estero da tempo, aveva annunciato che avrebbe proseguito il lavoro del marito. Dal 2021, le organizzazioni fondate da Navalny sono state inserite nell’elenco dei gruppi estremisti