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Mostra The Tree of Tales: Tolkien e la polifonia della creazione

Tolkien

Tolkieniani a me, radunatevi tutti in questa mia piccola contea, perché non potete perdere dal 20 al 25 agosto la mostra “The Tree of Tales: Tolkien e la polifonia della creazione“, ne va del vostro onore e regno.

Tutto ciò che dobbiamo decidere è cosa fare col tempo che ci viene dato”.

The Tree of Tales, la mostra che omaggia il maestro indiscusso del Fantasy

tree of tales

L’Università di Oxford e di St. Andrews, in collaborazione con la King Edwards School di Birmingham, l’Associazione Newman (Torino) e il Meeting di Rimini, sono lieti di comunicare il lancio di una grande mostra itinerante su JRR Tolkien, che verrà inaugurata alla prossima edizione del Meeting (20–25 Agosto 2021). La mostra includerà un museo virtuale, preparato dallo studio API Srl (Milano) con più di 100 hotspots tra video e pannelli, l’esposizione della collezione Tolkieniana di Oronzo Cilli, e una conferenza di due giorni con più di 25 interventi di studiosi tolkieniani, da tanti paesi del mondo. API, azienda attiva nelle nuove tecnologie dal 2018 presenta l’ultimo progetto a cui il suo team di sviluppo ha preso parte, “The Tree of tale: Tolkien e la polifonia della creazione”, realizzando un museo virtuale.

La soluzione fornita da API ai curatori del progetto è stata quella di realizzare in 3D un esperienza virtuale interattiva, che permetterà ai visitatori di visitare ricostruzioni di luoghi reali e paesaggi fantastici vivendo un’ esperienza al contempo affascinante e formativa.
All’interno dell’esperienza realizzata da api i visitatori potranno visitare più di 100 punti d’interesse, sfogliando documenti e guardando filmati riguardanti J.R.R. tolkien, la sua vita e la sua opera più conosciuta, Il signore degli anelli. La formula del museo virtuale ha permesso alle personalità creative del team di realizzare ambientazioni suggestive ricche di una componente narrativa forte, al contempo i tecnici di API hanno saputo realizzare un esperienza competa e di facile fruizione.

Consapevole delle difficoltà che si incontrano nella conversione digitale, API si assume la responsabilità di fornire soluzioni che rendano questo passaggio il meno ostico e il più emotivo possibile, perché un fruitore soddisfatto è un orgoglio per il cliente e un successo per l’azienda.

“Un atto di coraggio e di fiducia”

il signore degli anelli

Ma cos’è davvero “The Tree of Tales“? Cosa ci dobbiamo aspettare da questa mostra che raccoglie e dà vita al lavoro, all’ingegno e all’amore di Tolkien per il fantastico mondo che ha creato?

L’ho chiesto a Biancamaria Mori, una dei curatori della mostra, che con la stessa passione del maestro, si è impegnata a realizzare qualcosa di grandioso per tutti i tolkieniani e non solo.

Ciao Biancamaria, ti va di dirci qual è il tuo ruolo all’interno della mostra? Di cosa ti occupi nello specifico e come ti sei ritrovata in questo grande e meraviglioso progetto?

Ciao! Questo progetto nasce dall’incontro, voluto da Camplus tra API e L’università di Saint Andrews e Oxford. Nello specifico, tra me e Giuseppe Pezzini, uno dei due curatori della mostra. Grazie a un grandioso lavoro tra i nostri team abbiamo creato una mostra/viaggio tra la realtà e la fantasia, che percorre le tappe salienti della vita di Tolkien con i suoi luoghi cari e ci immerge nelle atmosfere della sua produzione letteraria. 

Per creare la mostra interattiva è stato fatto un grosso sforzo collettivo, partendo da una fase molto approfondita di brainstorming in cui ci siamo confrontati con il team dei curatori per comprendere a fondo i contenuti, non solo storici e filologici, ma anche emotivi delle tappe della vita di Tolkien. Abbiamo quindi ricreato degli ambienti esplorabili coerenti con i contenuti della mostra che attraverso giochi di luce e di prospettiva permettano all’utente di vivere attraverso queste fasi. Io nello specifico mi sono occupata del design degli ambienti, della User Experience e del leveling in UE4, l’engine per lo sviluppo di videogiochi con cui abbiamo sviluppato tutta la mostra. Inoltre mi sono occupata di coordinare il fantastico team di creativi e tecnici di API che si sono occupati della creazione dei contenuti delle stanze. 

Ci puoi raccontare di com’è nata la mostra? Perché avete deciso di realizzarla ora? Qualche avvenimento in particolare ha dato la spinta?

Questa mostra nasce da un atto di coraggio e di fiducia. 

L’idea della mostra intesa “tradizionalmente”, nasce ormai due anni fa, nel 2019 da Giuseppe Pezzini ed Emmanuele Riu, insieme all’Art director Paolo Morandi. Volevano creare una mostra esaustiva ed emotiva su Tolkien, che potesse far tappa in diverse location. Tuttavia l’arrivo della pandemia ha ovviamente impedito lo sviluppo del progetto. Quindi ci troviamo nel 2020, con un team gigantesco, una grossa quantità di contenuti sviluppati (nella mostra finale contiamo circa 180 momenti interattivi) o in corso d’opera ed una grande voglia di non arrendersi. Vogliono che questa esperienza, cosi importante per loro e per la letteratura in generale arrivi a più persone possibili.

Quando ho incontrato Giuseppe e lui mi ha raccontato del suo progetto, mi sono innamorata+ completamente dell’idea: sono cresciuta con il Signore degli Anelli, alla tesina di terza media portai “La terra di Mezzo e la Pangea” come tema centrale. Quello che Giuseppe mi stava raccontando era un viaggio che come fan avrei assolutamente voluto vivere, far parte dello sviluppo era qualcosa che mi sembrava doveroso. 

In API ci occupiamo di innovazione tecnologica con creatività, senza fermarci allo strumento ma cercando di trovare la soluzione migliore alla necessità del cliente. Ci siamo occupati di creare ambienti interattivi, showroom digitali con e per diverse realtà, come la Milan Games Week con Neoludica Gameart Gallery, Il museo Dell’incisione di Milano ed altri.

Ho proposto a Giuseppe di osare e creare qualcosa di fruibile in tutto il mondo, da qualsiasi dispositivo, che permettesse di immergersi e vivere tutto ciò che mi aveva raccontato: Un’avventura esplorativa dove ogni stanza da loro pensata diventata un ambiente, surreale o meno, che immedesimasse il giocatore nello stato d’animo di Tolkien e dei suoi personaggi, passando per tutte le vite da lui create, una dopo l’altra. Noi di API che siamo più tecnici e appassionati videogiocatori vedevamo con chiarezza quanto potenziale potesse avere un’esperienza di questo tipo. Giuseppe ha avuto l’intuizione di chiamarci, la pazienza di ascoltarci e il coraggio di crederci con noi.

hobbit

Da quanto tempo ci state lavorando? E’ stato difficile recuperare e mettere insieme tutto l’immenso materiale?

Sulla parte virtuale della mostra stiamo lavorando da Aprile, creando le stanze ed il gameplay, ma la parte dei contenuti è iniziata già nel 2019. Per quanto riguarda la creazione degli ambienti è stato un enorme lavoro di ricerca e mano d’opera digitale cercando, adattando o creando il contenuto più coerente ed espressivo. L’idea era di creare dei fermoimmagine emotivi, dei frammenti di spazio cristallizzati nel tempo della vita di Tolkien. 

La terza parte della mostra riguardante i personaggi del Signore degli Anelli è stata invece concepita in modo differente, come fossero opere d’arte simboliche gli ambienti stessi: ogni stanza dedicata ad un personaggio racconta l’essenza del personaggio stesso, il suo scopo, la sua evoluzione. Esplorando la stanza ed i suoi oggetti l’utente aprirà squarci temporali di dialoghi e passaggi importanti della narrazione del personaggio.

Per questo Gimli viene rappresentato come una stanza di pietra, dove piano piano, da una crepa sul muro si fanno largo rampicanti magici, simbolo della lenta apertura del suo cuore al diverso, agli elfi!

Senza lasciare ulteriori spiegazioni sul significato di ogni stanza, la speranza è che ogni visitatore possa riflettere su ciò che vede, cercare di comprenderne a fondo il significato o dargliene uno suo. Volevamo creare un esperienza nel cuore di personaggi che tanto amiamo.

Oggi, al lancio del progetto, contiamo una squadra di collaboratori e volontari di più di 100 persone, enti e collezionisti, dove ognuno ha dato per quel che poteva il suo contributo. Grazie a quest’esperienza ho potuto conoscere materiale che diversamente non avrei mai raggiunto.

Qual è stata la parte più complessa dell’intero lavoro? Quella più facile? Quella che tu hai più amato?

La parte più complessa è stata quella di rendere l’esperienza fruibile a tutti senza sacrificare l’esperienza videoludica. Abbiamo per questo strutturato due tipologie di user experience, una per i più pratici di esplorazioni virtuali e alle avventure grafica che ricalca i già conosciuti sistemi di spostamento nello spazio attraverso il click del mouse, ed una ancora più semplice, che permette un viaggio a tappe attraverso delle cinematiche interattive, dove potrò controllare quale strada prendere e quali contenuti vedere con un semplice click, volando all’interno degli ambienti senza nessuna difficoltà. 

E’ stato estremamente importante questo passaggio perché l’obbiettivo che ci siamo posti, di raggiungere quante più persone possibili, fosse realistico ed inclusivo, cosi da poter far avvicinare davvero tutti alla cultura di Tolkien. Proprio per questo tutta l’esperienza è disponibile sia in Inglese che in Italiano.

Abbiamo inoltre deciso di evitare qualsiasi download di dati e rendere la mostra fruibile d’ovunque e da qualsiasi dispositivo grazie alla tecnologia del pixelstreaming: per iniziare il viaggio basterà accede ad un sito web, da cellulare, tablet o computer.

La mostra, che farà la sua tappa al Meeting di Rimini, partner ospitante e primo palcoscenico del progetto, è strutturata per essere espandibile, poiché appunto il Meeting sarà solo il primo di molto altri appuntamenti. Abbiamo prestato molta cura nel creare una struttura flessibile, così da poter, ad ogni nuova tappa della mostra, aggiungere nuovi contenuti e creare un vero e proprio universo virtuale in espansione.

tree of tales

Cosa vi aspettate dal gigantesco fandom di Tolkien? Avete già avuto responsi dai fans? Avete paura? Siete emozionati, curiosi?

Tutti noi sviluppatori siamo vicini all’universo Tolkeniano e alla sua community italiana, che per il poco che abbiamo potuto mostrare fin qui si è dimostrata entusiasta e impaziente. Speriamo al lancio di aver soddisfatto e superato le loro aspettative, di poter regalare loro qualcosa che emozioni, che possano sentirsi coinvolti nel viaggio insieme a noi e che ne escano arricchiti. 

Come in tutte le avventure, siamo emozionatissimi perché lo spirito della mostra sposa il metodo con cui è stata costruita. Veder nascere un racconto corale in cui non vi è stato un Io che ha prevalso, ma un armonia di Noi, è meraviglioso e raro. 

Abbiamo sicuramente corso dei rischi con mezzi cosi innovativi ma siamo fiduciosi nella community Tolkeniana, che sa perfettamente che il viaggio comporta il confronto con qualcosa di nuovo. 

Ci puoi e vuoi raccontare qualche curiosità del “dietro le quinte”? O un qualcosa che vorresti far sapere assolutissimamente a noi e a tutti i tolkieniani?

Tolkien è un autore stimato da una community eterogenea, composta da persone estremamente diverse tra loro per età, locazione geografica e passioni. Siamo ora più che mai in un mondo molto diviso ed un autore come Tolkien è stato in grado di appassionare diverse ideologie. Speriamo di aver rispettato e di poter nutrire questo pensiero creando grazie alla mostra motivo di discussione, di confronto, di intrattenimento condiviso.

Proprio per questo, per i “dietro le quinte” risentiamoci dopo la mostra! Non vediamo l’ora di parlarne con tutti voi!

La mostra potrete visitarla qui:
API
The Tree of Tales

tolkien il signore degli anelli

Concludo questo articolo con le bellissime parole di Biancamaria: ” Siamo ora più che mai in un mondo molto diviso ed un autore come Tolkien è stato in grado di appassionare diverse ideologie“. E’ vero, il maestro è riuscito a riunire dentro e fuori i suoi libri molteplici personalità e visioni, dando ad ognuna il rispetto che merita e senza mai svalutare atteggiamenti, idee, comportamenti e fisicità. Questo progetto è qualcosa di immenso, che percorre la stessa via dello scrittore, visitandola non entreremo solo in contatto con la saga fantasy che ha segnato la nostra vita, ma con qualcosa di più, con qualcosa che ci accumuna e ci rende tutti speciali!

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Maria Francesca Focarelli Barone (BatMary)


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