Una decisione che ancora non è stata digerita da Josete Ruiz, tecnico del team Red Bull KTM Tech3 che partecipa al Mondiale di Moto3. Il suo centauro, Deniz Oncu, non sarà presente a questo appuntamento per colpa della squalifica arrivata per una manovra rischiosa del turco ad Austin.

Moto3, ecco le parole di Josete Ruiz

Ecco le parole, rilasciate al quotidiano spagnolo AS, di Josete Ruiz, il tecnico del team Red Bull KTM Tech3:

“In squadra siamo un po’ giù, perché riteniamo che la sanzione sia un po’ ingiusta. Volevano dare l’esempio ed è stato Deniz a pagare. Non abbiamo altra scelta che accettare. Ha fatto un movimento leggerissimo, ma a 230 km/h si percorre molto spazio in pochissimo tempo e c’è stato un incidente gravissimo in cui tutti ci siamo preoccupati molto. Non voleva provocare l’incidente. Queste cose succedono in tutte le gare e in tutti gli allenamenti. Noi ad Aragon abbiamo perso la gara per un contatto di Foggia. Genitori? Sono i primi ad arrabbiarsi con i ragazzini perché fanno il decimo e non il primo posto, perché tutti vogliono che il loro figlio sia Marc Márquez, e lui non lo è. Questo ha portato a una follia che porta a queste cose… I ragazzi escono da casa infuocati o demonizzati dai genitori, che stanno in tribuna dicendo di superare il rivale. Questo accade nelle piccole categorie. Invece di educarli al duro lavoro, li educano ad essere duri e aggressivi. Nella mia squadra non permetto a nessun genitore di stare ai box, perché il ragazzino guarda per primo a suo padre. E se il padre lo guarda con la faccia di un assassino è già preoccupato e poi esce per uccidersi perché suo padre, che è lì, è arrabbiato. Deniz Oncu? Ha uno stile aggressivo e, se vede un buco, passa, ma non passa per colpire nessuno. Ora si concentrano su Oncü perché è un ragazzo che sta migliorando e lo si vede, ma quello che fa nelle gare è cercare di essere leader“.

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(credit foto – Bursa.com)