Motomondiale

MotoGP, riasfalto di Austin dopo anni di critiche. Faranno in tempo?

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Avviati finalmente i lavori sul tracciato di Austin. Una buona notizia per il GP delle Americhe, previsto per il prossimo 10 aprile, dopo anni di lamentele per una pista fin troppo pericolosa. Alta la difficoltà in diversi punti, nonostante le alte capacità di prestazione dei piloti. Disagi che non possono certo passare in secondo piano, con complicazioni poi culminate nell’ultima stagione del 2021. Lo stesso Fabio Quartararo aveva fatto notare come la pista non fosse adatta a una gara di MotoGP per seri rischi alla sicurezza. Una situazione non poco problematica che si eviterà in tutti i modi di far ripetere. Portate così avanti a Austin nelle ultime settimane le operazioni per il riasfalto, come comunicato sui social. Si riuscirà, ad appena tre mesi dalla MotoGP delle Americhe, a intervenire in tempo?

Finalmente i lavori per il riasfalto del tracciato di Austin. Una pista a dir poco pericolosa, Quartararo: “Il circuito non è adatto a una gara di MotoGP”

Dure le critiche degli ultimi anni per la pista del GP delle Americhe, come sottolineato soprattutto nel 2021 per alcuni punti cruciali, molto pericolosi per lo stato dell’asfalto. Diversi i piloti a farsi sentire. Tra tutti, il campione Quartararo, arrivato secondo nella scorsa edizione del GP:

La pista più o meno si trova nella stessa situazione di quella in cui mi alleno di solito facendo motocross. Ci sono buche nelle curve più delicate. Il circuito non è sufficientemente sicuro”, aveva infatti dichiarato il francese durante quel weekend, come riportato su motorsport.com.

Lamentele che non badano a spese quelle del numero 1 MotoGP, facendosi così portavoce degli altri piloti della griglia:

Non posso immaginare come sarebbe stato senza alcuni rifacimenti, è veramente critica la situazione. Il circuito non è adatto a una gara di MotoGP: ok per un giro, ma per 20 giri è davvero complicato – ha aggiunto poi, sottolineando la necessità di parlarne in Safety CommissionPer me è pericoloso, molto pericoloso: ci sono punti che sarebbero critici senza buche, figurarsi con queste buche”.

Del resto, anche gli altri piloti si erano mostrati piuttosto chiari in Safety Commission il sabato del Gran Premio, convinti a non presentarsi l’anno successivo se non si fosse riasfaltato il tratto tra le curve 2 e 11. Punti questi di maggiore criticità, con buche tanto rischiose quanto infide, quasi impossibili da avvistare. Problemi causati, oltre che dall’asfalto, anche dal cemento, suscettibile a perdere consistenza con la pioggia, creando le pericolanti buche.

Al lavoro così nell’ultimo mese gli addetti alla gestione del tracciato di Austin, pronti a riasfaltarlo in tempi brevi, come comunicato dal Circuito delle Americhe sui social. In base alle analisi portate avanti da alcune ditte specializzate, è stato inoltre evidenziato come le zone più colpite su cui agire siano proprio quelle tra le curve 2 e 10 e tra la 12 e la 16.

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Liliana Longoni

(credit-foto-motogp.com)

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