Vivere il Mugello in prima persona è qualcosa di eccezionale. Cercherò di raccontarvelo in breve, sperando di far emergere quello che ho provato. Non sarà facile, perchè per capirlo davvero bisogna viverlo sulla propria pelle.
Il Gran Premio d’Italia è sempre un’occasione magica per assistere allo spettacolo del Motomondiale, forse uno dei gran premi più iconici di tutta la stagione. Il Mugello è di più, è una grande festa che comincia il Mercoledì e si conclude la Domenica sera, senza mai fermarsi. Da qui nasce la famosa canzoncina che riecheggia continuamente all’interno del circuito “al Mugello non si dorme al Mugello non si dormeeee”. Una vera e propria festa non stop di quattro giorni.

Ho avuto la fortuna di partecipare a questo spettacolo dal Sabato sera alla Domenica pomeriggio fino al dopo gara, passando per feste con musica, motori di qualsiasi genere accesi ininterrottamente per tutta la notte a rombare in tutto il circuito, fumogeni gialli e rossi in ogni angolo. Tende montate in posti inimmaginabili e in ogni minimo spazio vuoto; compreso me stesso che ho “dormito” sotto un albero munito solo di sacco a pelo e qualche asciugamano.

Ovviamente indossavo cappello e maglia di colore giallo (si tifo Rossi). Non sono stato in grado di vedere nessuno che non indossasse un qualcosa di giallo. Dal semplice cappello alla maglia, dal polsino alle scarpe, dalle parrucche alle barbe colorate. C’era sempre qualcosa che rimandava a Valentino Rossi, la vera star di questo appuntamento.

Passata la movimentata notte con solo due ore scarse di sonno, il sole comincia ad affacciarsi sulle colline toscane e i motori si accendono. Lo spettacolo sta per cominciare. Sono attese circa 90 mila persone solo nella giornata di gare, con una prospettiva di circa 150 mila persone nell’arco dei tre giorni.
Partono prima i pilotini di Moto3 e Moto2, per poi lasciare spazio ai veterani della MotoGP. Il fascino dei piloti che sfrecciano a poche decine di metri da te, il top del top delle competizioni motociclistiche ad un tiro di schioppo. Una vera goduria che vale tutto il prezzo del biglietto.

Tutti poi sappiamo come è andata a finire, delle gran belle gare nella cornice più bella che ci sia. Ed anche se non hai visto il pilota per cui tifi trionfare, capisci che hai assistito ad uno spettacolo impareggiabile. E’ proprio vero che una volta è sufficiente per farsi stregare, per viverlo e farlo tuo. Neanche ti accorgi di essere diventato uno dei tanti di quella marea gialla, inondato di emozioni e adrenalina che cominciano a scorrerti dentro.

E diventa come un’ossessione, vuoi tornarci ogni anno. Poi magari dici “no quest’anno no” e alla fine ti ci ritrovi ugualmente. Significa che non puoi più uscirne, che ormai fa parte di te. Io ho cercato di raccontarvelo in queste poche righe, ma per comprenderlo veramente bisogna viverlo. Non esiste altro modo. Questo è il Mugello!
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