Attualità

Myanmar: donne per la pace nel “Day of living together in peace”

Il 1 ° febbraio 2021, l’esercito della Birmania ha organizzato un colpo di stato contro il governo eletto del paese. Dal momento della formazione della giunta militare, i civili della Birmania si sono impegnati in vari atti nonviolenti per la democrazia e contro il colpo di Stato. Rompendo le norme e le barriere, le donne hanno rappresentato nel 60% delle manifestazioni pacifiche contro il colpo di stato in Myanmar. Le persone delle comunità LGBTQ+ hanno protestato con bandiere arcobaleno nelle aree urbane del paese e oltre fin dai primi momenti.

Oggi, domenica 16 maggio 2021, eletto “Day of living together in peace” 2021 questi gruppi continuano a farsi sentire. A rappresentarli in Myanmar è il “Women’s Peace Network” che lavora affinché tutte le persone possano godere di pace, giustizia e prosperità e vivere insieme armoniosamente. Tuttavia, contro questo movimento rivoluzionario, le forze armate e di sicurezza della Birmania hanno continuato a esercitare senza restrizioni le loro pratiche storicamente violente. A supportare la causa arriva anche Thuzar Wint Lwin, reginetta di bellezza birmana candidata a Miss Universo che durante il concorso ha chiesto di pregare per il suo Paese.

Violenze contro le donne

A livello nazionale infatti la giunta aggredisce, detiene ed uccide arbitrariamente. Il tutto avviene fuori dalla legalità e ai danni di civili innocenti. L’impunità di cui godono le forze militari del Myanmar è ormai decennale. Possono infatti commettere crimini atroci di massa, inclusa la violenza sessuale e di genere, nelle comunità delle minoranze etniche. Tutto questo avviene al solo scopo di consolidare il potere illegittimo della “junta”. Dal primo febbraio di quest’anno il colpo di Stato ha già causato 780 morti e oltre 4 mila arresti. Nei social molti gli appelli, anche di personaggi famosi. Come quelli della modella Thuzar Wint Lwin che su facebook si era mostrata bendata, le mani legate e un nastro adesivo a tapparle la bocca: «Abbiamo paura del nostro stesso esercito. Fermano, molestano, uccidono persone in strada senza motivo. Quando vediamo un soldato, proviamo rabbia e paura».

L’appello di Thuzar “Candy” Wint Lwin

Seppur incantevole, tanto da essere soprannominata “Candy” (“caramella” ndr) Thuzar Wint Lwin non è solo una reginetta di bellezza. Grazie a lei, un comune concorso di bellezza sta diventando un momento di richiamo internazionale sulla situazione Birmana. Infatti, nei giorni successivi al colpo di Stato, la ragazza si era già esposta scendendo in piazza per chiedere il rilascio di Aung San Suu Kyi. Aveva inoltre distribuito acqua e cibo ai manifestanti e donato somme importanti ai genitori delle vittime.  Oggi l’appello di Candy, 22 anni e favorita vincitrice del titolo, è straziante: «Aiutateci. Questa è la morte della Birmania. Stanno uccidendo la nostra gente come animali. Dov’è l’umanità? Per favore aiutateci». Se oggi riuscirà a prendere il testimone di Miss Universo, potrà usare la sua vittoria per chiedere nuovamente la liberazione dei leader democratici attualmente in carcere. Comunque vada il concorso Thuzar Wint Lwin sa che non potrà tornare in patria. Troppi gli amici finiti in carcere poche ore prima della sua partenza per gli Stati Uniti.

di Serena Reda

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