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Naked Athena: esibizionismo o atto politico?

A Portland, una donna si siede nuda, a gambe aperte, davanti la polizia, impegnata a sopprimere uno dei numerosi riot successivi alla morte di George Floyd. Viene soprannominata “Naked Athena”, e la foto diventa virale sui social, scatenando indignazione e dibattiti.

La vicenda ha portato noi BRAVE a chiederci: ha senso il gesto di Naked Athena nel contesto di Black lives Matter?

Cos’ è successo

La notte tra il 17 e il 18 luglio, a Portland, una donna anonima, con il volto coperto, ha iniziato a ballare nuda davanti un gruppo di poliziotti in tenuta antisommossa. La sua breve performance si è conclusa con l’esibizione della vulva, a gambe aperte, in segno di sfida, ma senza dire una parola. Dopo pochi minuti, le forze dell’ordine si sono allontanate, e anche la donna si è alzata da terra per andare via, senza rilasciare nessuna dichiarazione.

La foto virale è stata scattata da Dave Killen, che, però, ha deciso di non inserirla ufficialmente all’interno del suo reportage. Ha infatti dichiarato che:

«prima di tutto, molto semplicemente, perché lavoro per l’Oregonian e abbiamo degli standard rispetto alla nudità in foto. Inoltre ero molto diffidente rispetto al fatto che, nonostante fosse stato un momento potente e un gesto molto coraggioso da parte di una persona, non era veramente rappresentativo della nottata o delle proteste nel loro complesso».

Cos’è l’ Anasyrma?

Mostrare i genitali femminili per allontanare le forze maligne, ha un ruolo molto importante nell’arte: è una pratica chiamata Anasyrma, che ha le sue radici nella mitologia greca.

Nelle arti figurative questa dinamica è stata rappresentata molte volte. Lo fanno le donne persiane dipinte da Van Veen dopo la sconfitta contro i medei, o la protagonista di un’illustrazione di Charles Eisen, per calmare una tempesta. In passato, inoltre, si credeva che mostrare la vulva a un moribondo, potesse farlo guarire miracolosamente.

Illustrazione di Charles Eisen per The Devil of Pope-Fig Island di Jean de la Fontaine Source: wikipedia
Illustrazione di Charles Eisen per The Devil of Pope-Fig Island di Jean de la Fontaine
Source: wikipedia
Le donne Persiane, Otto Van-Veen
Source: Web

Ancora più interessante, però, è il ruolo che ha avuto L’Anasyrma per le donne africane nella storia contemporanea. Naminata Diabate, nel suo ultimo libro (Naked Agency: Genital Cursing and Biopolitics in Africa, 2019), ci racconta di come le donne africane abbiano usato l’esibizione dei genitali per maledire i soldati durante una manifestazione sanguinosa in Costa D’avorio nel 2011, o anche per protestare contro colonialismo e apartheid.

Che ruolo ha la nudità femminile in questo contesto

La nudità femminile ha quindi sempre avuto un peso politico e artistico. Il gesto di Naked Athena, però, potrebbe essere fuoriluogo. Abbiamo già visto gli alleati bianchi fare da scudo umano contro le violenze della polizia nei confronti della comunità nera, proprio durante le proteste di Black Lives Matter, quindi la nudità di una singola donna bianca, in questo contesto è quasi superflua. Il coraggio di questa ragazza è sicuramente apprezzabile, e non possiamo ridurlo a mero esibizionismo, ma sposta l’attenzione del pubblico su un tema poco inerente alla morte di George Floyd. La polizia applica un double standard: mentre non si fa problemi ad arrestare e a picchiare uomini e donne di colore o transessuali, davanti alla vulnerabilità di Naked Athena, si fa da parte.  Sappiamo già che, se sei una donna caucasica, conforme ai canoni estetici, e in una posizione di vulnerabilità, il patriarcato a volte ti riserva un trattamento di favore. Abbiamo visto mille volte donne bianche nude e mute davanti a un gruppo di uomini in divisa: fa parte di un immaginario erotico molto abusato in occidente, che ha poco a che fare con il tema del razzismo. In sostanza, la “performance” ha un suo valore, ma, come afferma giustamente Dave Killen, non è di Naked Athena che dovremmo parlare, quando parliamo delle proteste di Black Lives Matter. Lo stesso gesto avrebbe avuto molto più impatto se a farlo fossero state delle donne nere (come accadde in Costa D’avorio nel 2011), perchè questa volta sono loro a dover’essere le protagoniste, e le donne occidentali dovrebbero, per una volta, lasciare il palcoscenico, e restare in piedi, accanto a loro.

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