Alle ore 18 del 28 dicembre 1895, in un seminterrato di Parigi, nasce il cinema per come lo conosciamo oggi. I fratelli Auguste e Louis Lumière organizzano la prima proiezione pubblica a pagamento nel Salon indien du Gran Cafè. Il costo del biglietto è di un franco a persona. A differenza delle altre rappresentazioni coeve, sono presenti tutte le condizioni essenziali dello spettacolo cinematografico: un produttore, un dispositivo, l’atto di vendita e uno spazio capace di accogliere il pubblico pagante. I film proiettati furono dieci, per lo più della durata di una cinquantina di secondi ciascuno.
Il cinema nasce a Parigi: alcuni dei film in programma

Il primo film a essere proiettato al pubblico è stato La sortie de l’usine Lumière, che mostrava un gruppo di operaie uscire dalla fabbrica Lumière a Montplaisir, nella periferia di Lione. La macchina da presa fissa mostra un piano unico di vita vissuta, un ritaglio di quotidianità. Ma la realtà non viene ripresa in sé stessa, senza accorgimenti: un embrione di regia si palesa nelle direzioni che le operaie prendono per uscire dall’inquadratura. Tutte escono lateralmente, e nessuna va incontro alla macchina da presa.
Un altro dei film proiettati è L’arroseur arrosé. Questa è la prima pellicola cinematografica in cui vi è una messa in scena, una trama e una dialettica tra campo e fuori campo. Un giardiniere sta innaffiando le sue piante in giardino: un ragazzo, senza farsi vedere, poggia il suo piede sul tubo dell’acqua bloccando l’afflusso verso la canna in fondo al tubo. Stranito, il giardiniere prova a guardare all’interno della canna cosa mai potrebbe bloccare l’afflusso, al che il giovane birbone molla il piede e “innaffia” il giardiniere. Il ragazzo scappa subito (uscendo dall’inquadratura) e viene rincorso e acciuffato. La scenetta segue lo schema della vignetta comica e ha un fine esclusivamente ludico.
I fratelli Lumière e il rapporto col cinema
I fratelli Lumière trasformarono il cinema in un fenomeno internazionale, e contribuirono al suo sviluppo iniziando a vendere il loro cinématographe già nel 1897. Il cinématographe era l’apparecchio di loro invenzione, piccolo e maneggevole, predisposto per la proiezione su parete. Una delle innovazioni tecniche più rivoluzionarie della loro società fu l’introduzione del movimento di macchina. Le prime cineprese infatti erano sorrette da treppiedi fissi che non permettevano alla macchina di effettuare panoramiche. Fu Alexandre Promio, un operatore di macchina che lavorava per i Lumière, a introdurre il movimento in una ripresa a Venezia, mettendo il treppiedi su una gondola.
A contrario di quanto si crede, il rapporto dei fratelli Lumière col cinema fu distaccato e per nulla romantico. I due avevano la mentalità dell’imprenditore, più che l’occhio del regista. Consideravano il cinema “un’invenzione senza futuro”, un mero strumento documentario, o al limite, un’attrazione a basso costo. Non erano interessati a sfruttarlo da un punto di vista narrativo. Ma di lì a poco il cinema diverrà lo strumento più potente per coinvolgere ed emozionare il pubblico, raccontando una storia attraverso le sue immagini in movimento.
Lorenzo La Rovere
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