Il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz si è interrotto quasi completamente dopo il secondo giorno consecutivo di attacchi statunitensi contro l’Iran, secondo i dati sul monitoraggio delle navi riportati dall’agenzia d’informazione economica «Bloomberg». Tra le imbarcazioni di grandi dimensioni, sono stati osservati in uscita dal Golfo soltanto una superpetroliera sottoposta a sanzioni statunitensi e una nave portacontainer battente bandiera iraniana. Nella giornata di ieri appena 14 navi cargo hanno attraversato lo stretto in entrambe le direzioni, il livello più basso dal memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran del 16 giugno. Nelle tre settimane successive all’accordo, la media era stata di 34 transiti giornalieri.

Trump: “Attacchi peggioreranno di molto se colpite ancora le navi nello stretto d Hormuz”

Trump ha minacciato un’intensificazione dei bombardamenti americani sull’Iran nel caso in cui Teheran non interrompa le offensive contro le navi nello Stretto di Hormuz. Sui social media il capo della Casa Bianca ha definito l’azione una risposta agli attacchi iraniani del giorno precedente: “Questa è una rappresaglia per il bombardamento di ieri delle navi da parte dell’Iran. Se succederà di nuovo, peggiorerà di molto!”. Il messaggio è stato accompagnato da un’immagine che mostrerebbe il bombardamento di un sito in territorio iraniano.

La risposta dell’Iran

affermato di aver colpito basi statunitensi in Kuwait e in Bahrein. I Pasdaran hanno inoltre minacciato di estendere gli attacchi, secondo quanto riportato dalla televisione di Stato. Il capo negoziatore iraniano ha intimato agli Usa di rispettare gli accordi tramite un post su X. “Non sprecate energie, lo Stretto di Hormuz si apre solo con gli accordi iraniani, non con le minacce americane”, ha scritto Mohammad Bagher Ghalibaf. Nel frattempo, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha affermato che il possibile ritiro delle truppe americane dall’Europa “dipenderà dalla Groenlandia e dall’Iran”. Il tycoon ha specificato che “ora l’Europa vuole aiutare l’Iran, ma non ne abbiamo bisogno”.