Cinema

“Ninjababy”, il travaglio punk che cambierà la storia

Un istruttore di aikido, cintura di karate in ogni mossa. O il prodigioso amatore da mille e una donna. Uno dei due, è responsabile di aver trasformato una 22enne indomabile tra serate rock, sesso e droga, in una giovane incinta. Ma sotto la corazza dura come quella di un ninja, c’è il cuore tenero di una disegnatrice. I cui carboncini si animano, fino a dar sembianze di un mostriciattolo alla sua creatura in grembo. Un film non proprio romantico. Sconvolgente e provocante. “Ninjababy” dal 13 Ottobre al cinema.

Non chiamatelo romantico

“Ninjababy” Trailer Italiano da YouTube

Ninjababy” è un film drammatico del 2021 diretto dal norvegese Yngvild Sve Flikke, e racconta la storia, ma soprattutto la personalità, di Rakel (Kristine Kujath Thorp). Una ragazza di Oslo, confusa e iperattiva. Non sa neanche lei cosa fare, se Astronauta, Guardia forestale, Assaggiatrice di birra, o Fumettista per cui manifesta uno spiccato talento e fantasia. Con un test di gravidanza, Vai a Pisciare qui le dice l’amica senza mezzi termini, scopre con marcato orrore, di essere incinta. Ripensando, è convinta che il padre sia l’istruttore di arti giapponesi Mos (Nader Khademi), con cui alla sua maniera eccessiva, si è lasciata andare a un focoso incontro. Si fa accompagnare dal maestro in clinica per abortire. Ma lì scopre di essere incinta di ben sei mesi e mezzo, per cui non si può più autorizzare un aborto. Da qui la consapevolezza che il padre è uno specializzato seduttore, un santone in arti amatorie. Il destino nel nome: Minchiasanta (Arthur Berning).

Il film è basato sul romanzo a fumetti di graphic novel “Fallteknikk” della fumettista Inga H Sætre. La vera sorpresa della pellicola, è quando lo schizzo sul foglio, saltella come un folletto; una benda nera da ladro sugli occhietti vispi. Lui dispettoso, si inoltra in ogni inquadratura, e dialoga con la protagonista. In tono di sfida, in un botta e risposta contraddittorio, mai materno. E il feto è considerato un piccolo parassita, una sanguisuga più che una creatura: fottuto bambino ninja fottutamente subdolo!”. Il desiderio di non essere madre di una indipendente ragazzetta, sembra essere il tema dominante. Lei molto moderna, può apparire un personaggio fuori controllo, anche volgare. In una trama che si inerpica tra il tema delicato e il lato comico. Premiato come miglior commedia agli EFA 2021, e al Giffoni, “Ninjababy” è un film ‘coraggioso’. Non si crea lo scrupolo di raccontare che non volere figli può essere una cosa normale, possibile.

Vietato ai signori

Un bambino si è conficcato inosservato nel suo stomaco, e se c’è una cosa che Rakel sa: non lo vuole. La giovane donna affamata di vita ha un’immaginazione in fiore e passa il tempo a illustrare la sua vita quotidiana. Quindi, il Ninjababy appare come una figura comica che accompagna Rakel attraverso la follia che si chiama crescere“. Così viene presentato “Ninjababy” al 71° Festival di Berlino. “Volevo costruire un personaggio femminile” – dice Flikke la regista – “complesso, nel quale potersi riconoscere, senza che, per esempio, la sua libido costituisse una questione da dibattere”. Dalle sbornie alle doglie, in un film certamente per adulti. La ragazza ‘sbandata’, rappresenterà un’eroina femminista? Un esempio di modernità? Gli americani stanno già pensando di farne una serie TV. Anche contro ogni intenzione, “Ninjababy” susciterà certo un dibattito. E si spera che la nausea resti solo prerogativa di gravidanza.

Federica De Candia Seguici su Google News

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