Cronaca

“Non è reato, l’uomo deve vincere la resistenza della donna”, è il commento di un pm ad una denuncia di stupro

Il pubblico ministero di Benevento commenta con aspre parole la denuncia di una donna per violenza sessuale

Una decisione decisamente controversa è quella presa da un magistrato della Procura di Benevento. Quest’ultimo ha chiesto l’archiviazione della denuncia di una donna per una presunta violenza sessuale domestica da parte del marito. Le dichiarazioni del magistrato, come si legge negli atti, hanno fatto intendere che è normale per un marito “vincere quel minimo di resistenza che ogni donna, nel corso di una relazione stabile e duratura, tende a esercitare quando un marito tenta un approccio sessuale”, a quanto riporta Il Fatto Quotidiano.

Secondo il pm un coltello puntato si tratta di uno “scherzo di cattivo gusto”

La donna ha contestato in particolare due episodi dell’uomo, sempre in base alla ricostruzione de Il Fatto: la costrizione nell’avere rapporti sessuali, nonché un coltello puntato alla gola durante alcune minacce. Secondo il pubblico ministero nel primo caso non ci sarebbero prove della non consensualità al rapporto, e nel secondo i coniugi si trovavano in un contesto particolare, un pranzo tra amici durante il quale alla tv si parlava di femminicidi. Gli amici hanno confermato la versione: a quel punto l’uomo, che stava tagliando del pane, avrebbe puntato il coltello verso la moglie. La pm lo commenta solo come uno scherzo di “cattivo gusto”.

Nelle motivazioni dell’archiviazione si scrive inoltre che i fatti i denunciati dalla donna sono ritenuti “fatti carnali che devono essere ridimensionati nella loro portata” anche perché commessi “in una fase del rapporto coniugale in cui ”lei“ ha messo seriamente in discussione la relazione, meditando la separazione”.

Tuttavia, la Procura di Benevento ci tiene a confermare la natura di “richiesta” del pm e che non vi è stata alcuna archiviazione, questa sarà poi analizzata dal giudice per le indagini preliminari.
Le notizie sono state date all’ANSA dall’avvocato della donna.

Enrica Nardecchia

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