Cultura

A Nonantola, prestigiose lettere dal Medioevo firmate da Carlo MAgno

Il Museo di Nonantola, in provincia di Modena, custodisce preziose e prestigiose testimonianze che arrivano dal lontano Medioevo. I documenti a firma di personaggi come Carlo Magno e Matilde di Canossa, testimoniano l’importanza che questi luoghi ebbero durante il Medioevo.

Nonantola, Modena

Per la rubrica Hidden Place scopriamo oggi il paese di Nonantola in provincia di Modena famoso per il suo Monastero e la sua antichissima Abbazia. Il Monastero fu fondato alla fine del VIII° secolo come avamposto per contrastare l’avanzata longobarda.

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Abbazia Nonantola – abside photo credits sito web Abbazia Nonantola

Il Monastero di Nonantola

Dobbiamo ricordare che durante il Medioevo i Monasteri erano forti centri di potere sia politico che economico. Governavano sui centri abitati circostanti e inoltre erano centri produttivi. Gli abati, che spesso provenivano dalla classe aristocratica, erano come dei manager e poteva trovarsi a gestire unità produttive di migliaia di lavoratori oltre alla comunità dei monaci. Questi erano quindi centri di potere a sostegno del Imperatore o del Papa. Il Monastero di Nonantola nell’alto Medioevo raggiunse un’importanza, una potenza ed una ricchezza che lo mettevano al pari delle più potenti abbazie benedettine a livello europeo. Questo è evidente nella suggestiva Abbazia, che conserva l’architettura e il fascino del Medioevo.

Il Museo e l’Archivio

Testimonianza della grandezza e della rilevanza internazionale del Monastero ne sono le preziose pergamene conservate nell’archivio abaziale e esposte a rotazione nel Museo. Infatti, gli spazi che un tempo appartennero al complesso monastico oggi accolgono il Museo di Nonantola. Qui si conservano, oltre ad importanti opere d’arte provenienti dalle chiese dell’Arcidiocesi di Modena Nonantola, un consistente tesoro storico e archivistico. Tra le Opere d’arte esposte si trovano anche lavori dei Carracci e del Guercino.

Lettere dal Medioevo

Le pergamene qui conservate ci consentono un viaggio indietro nel tempo, agli albori del Medioevo europeo. Sono qui esposte alcune tra le più importanti pergamene dell’Archivio Abbaziale, scelte tra le oltre 4.500 che lo compongono. Esposte periodicamente a rotazione, ci permettono di incontrare imperatori, papi e personaggi storici legati alle vicende del monastero. Tra questi possiamo trovare lettere autografe di personaggi come gli imperatori Carlo Magno, Lotario I°, Federico Barbarossa, Ottone I. Inoltre si trovano qui le tracce di una delle donne più importanti in assoluto per la storia: Matilde di Canossa.

Carlo Magno

Il legame dell’abbazia con Carlo Magno è attestato in diverse pergamene conservate nell’Archivio Abbaziale. Almeno due pergamene provengono dalle mani di Carlo stesso e sono indirizzate al primo abate. La pergamena datata al 798, quindi a più di milleduecento anni fa, riporta come firma il celebre monogramma di Carlo Magno. Il monogramma era una specie di logo che racchiudeva tutte le lettere del nome composte secondo una creativa disposizione geometrica. Insomma una specie di “logo” autografo di riconoscimento. Il Monogramma autografo di Carlo Magno riproduce una croce che riporta alle 4 estremità le consonanti del Nome KRLS e al centro le vocali la A inscritta nella O.

Museo di Nonantola, Modena, Documento del 798 a firma Monogramma di Carlo Magno photo credits sito web Museo Nonantola

Altra nota di storicamente importante si rileva sulla seconda pergamena dell’801, dove si riporta Carlo che si sottoscrive con il titolo di “Imperator”. Siamo dopo l’800, quando nella notte di Natale Carlo si era fatto incoronare dal papa con il titolo di Imperatore, cambiando radicalmente la storia e sottomettendosi al potere papale. Nei precedenti documenti Carlo si sottoscriveva “Rex francorum et langobardorum”, quindi solo Re dei Franchi e dei Longobardi. Ma nel documento del 801 si rileva l’importante cambio di status dopo l’incoronazione a Roma: Carlo era stato proclamato erede e Imperatore del Sacro Romano Impero.

E’ probabile che nell’800 i monaci dell’Abbazia abbiano accolto Carlo durante una tappa del suo viaggio verso Roma per essere incoronato imperatore. Infatti, le abbazie sottoposte alla protezione del sovrano erano a tutti gli effetti nella sua disponibilità. Inoltre, il fatto che nell’Abbazia di Nonantola si venerava il corpo di Silvestro, il papa dell’imperatore Costantino, a Carlo servì per presentarsi come un nuovo Costantino, difensore della cristianità.

Politica Carolingia

Nel periodo carolingio, le abbazie diventarono uno strumento prezioso per la politica culturale di Carlo Magno, che voleva unire genti di diverse culture. Popoli che parlavano lingue diverse e scrivevano con calligrafie differenti, che vivevano in luoghi distanti del suo impero lui li voleva unire coltivando una politica culturale di unificazione. Ordinò quindi gli stessi libri liturgici, gli stessi testi sacri e gli stessi canti religiosi in tutte le abazie. E in un’epoca in cui pochi sapevano leggere e scrivere, fu necessario rivolgersi ai monasteri, vere e proprie isole culturali che si trasformarono in fabbriche di libri.

Museo di Nonantola, Modena, Documento del 1107 a firma di Matilde di Canossa Monogramma photo credits wikipedia
Museo di Nonantola, Modena, Documento del 1107 a firma di Matilde di Canossa Monogramma photo credits wikipedia

Matilde di Canossa

Nel Museo è anche esposta una pergamena a firma di Matilde di Canossa, feudataria del luogo. Con tale documento, datato al 1088, la Matilde conferma ai monaci il possesso delle loro proprietà. Il documento porta la celebre firma sottoscritta dalla mano della stessa Matilde: “Matilda Dei gratia si quid est” cioè ” Matilde se è qualcosa, lo è per grazia di Dio”.

La firma è elegantemente disposta in un monogramma a croce. Matilde fu una potente feudataria e un personaggio di grande importanza politica in un’epoca in cui le donne non erano considerate. Le sue terre comprendevano tutti i territori a nord dello Stato Pontificio. Una zona, diremo oggi, cuscinetto tra il papa e l’imperatore. Fu nominata Viceregina d’Italia nel 1.110 dall’ Imperatore Enrico IV, di cui era cugina. Ma fu un forte baluardo del papato nella lotta per le investiture. Oggi è una delle sole tre donne sepolte nella Basilica di San Pietro, vicino alla Statua scolpita dal Bernini in cui è ritratta con in mano i simboli papali: la Tiara e le Chiavi.

Gianlorenzo-Bernini-Monumento-a-Matilde-di-Canossa-nella-Basilica-di-San-Pietro-Roma.2https://www.tgtourism.tv/
Roma, Basilica di San Pietro – Monumento a Matilde di Canossa di G. Bernini photo credits

di M. Cristina Cadolini

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