Cinema

“Notturno” il nuovo film di Gianfranco Rosi

C’è chi dice che il cinema è il documentario della vita. La rappresentazione fedele, intemerata e sincera di momenti più o meno rilevanti. Gianfranco Rosi della verità ne ha fatto ragione del suo lavoro e della sua arte.

Gianfranco Rosi ancora a Venezia 77.

Gianfranco Rosi, italiano di origine eritree, omonimo e non correlato del Rosi Francesco di “Salvatore Giuliano” è ormai una certezza indelebile di qualità. Documentari che si intrecciano all’invenzione, film che raccontano la semplicità di vite universali, fondamentali, sacrosante. A Venezia 77 presenta il suo ultimo lavoro che travalica le opere precedenti per temi e ambientazioni. Dopo due storie italiane, il rendez-vous stavolta è più sofferto, forse più arduo ma doveroso.

"Notturno" foto dal web. Gianfranco Rosi
“Notturno” foto dal web

Gianfranco Rosi già detentore del Leone d’Oro a Venezia per “Sacro Gra” nel 2013 e Orso d’Oro a Berlino per “Fuocoammare” nel 2016.

“Notturno” nasce da un viaggio di tre anni tra Siria, Iraq, Kurdistan e Libano, ai confini di una guerra spietata, al centro di popoli dilaniati da una vita beffarda, atroce, ingiusta. Il conflitto è il fuclro invisibile dei drammi orribili della gente a cui il documentario da’ voce. Il quotidiano che si dipana tra bombardamenti, dittature, invasioni e gruppi terroristici all’interno di una riflessione che forse, e magari, cambierà una volta per tutte il concetto di accoglienza aprendo le porte ad una solidarietà insperata.

Gianfranco Rosi foto dal web. Gianfranco Rosi
Gianfranco Rosi foto dal web

Un’edizione quella di Venezia 77 che vede un importante parterre di italiani in concorso. Qualità e arte pura di un cinema ritrovato e sempre più apprezzato.

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