In occasione di VivaTech 2026, L’Oréal e Open Ai hanno annunciato una nuova collaborazione. I due colossi hanno come obiettivo comune quello di ridefinire il settore beauty grazie all’intelligenza artificiale, per migliorare il servizio consumatori sia alle attività interne dell’azienda. L’accordo è parte del progetto “Transformative AI” di L’Oréal e si concentra su due aree principali. Il primo è l’evoluzione dei percorsi d’acquisto basati su intelligenza artificiale verso modelli di commercio agentico. Il secondo è l’utilizzo dell’IA a supporto di ricerca, sviluppo e marketing.

L’Oréal e Open AI firmano una partnership su beauty e intelligenza artificiale

Asmita Dubey, chief digital e marketing officer di L’Oréal Groupe, ha commentato l’operazione. “In L’Oréal crediamo di poter chiedere sempre di più all’IA, per valorizzare i nostri consumatori, le nostre attività, come il marketing e la ricerca, e i nostri dipendenti. La nostra collaborazione con OpenAI supporta questa ambizione, permettendoci di introdurre nuove soluzioni nel settore beauty”. Anche Emmanuel Marill, managing director EMEA di OpenAI, commenta la partnership. “L’Oréal unisce da sempre scienza, creatività e tecnologia per dare forma al futuro della cosmetica. Siamo entusiasti di collaborare con i team L’Oréal per supportare questo nuovo capitolo, accelerando ricerca e innovazione, supportando i dipendenti nell’adozione di nuove modalità di lavoro e creando esperienze più utili e intuitive per i consumatori”.

Maybelline New York aggiungerà il Makeup Virtual Try-On direttamente all’interno di ChatGPT, grazie alla tecnologia ModiFace sviluppata da L’Oréal. Parallelamente, il gruppo collaborerà con OpenAI per migliorare la scoperta dei propri marchi all’interno della piattaforma negli Stati Uniti, coinvolgendo brand come Lancôme e Kérastase. Inoltre, SkinCeuticals, CeraVe e Garnier diventeranno parte del programma pilota globale di advertising di ChatGPT. Questo sarà l’inizio di nuove forme di comunicazione AI-native lungo il percorso di acquisto.

Inoltre, grazie a GPT-Rosalind, il modello di ragionamento sviluppato da OpenAI per le scienze della vita, il colosso beauty sta infatti mappando il microbioma cutaneo con un livello di dettaglio avanzato. Questo permetterà di individuare batteri benefici per sviluppare una nuova generazione di prodotti skincare. Le prime applicazioni riguarderanno il marchio La Roche-Posay. Infine, l’ultimo modello di OpenAI supporta inoltre CreAltech. Si tratta della piattaforma proprietaria di L’Oréal, che è dedicata alla creazione di contenuti beauty tramite IA generativa. Può sviluppare immagini e video coerenti con l’identità dei brand del gruppo.

Marianna Soru