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Nuovi sbarchi a Lampedusa, oltre 400 migranti in poche ore

Foto da “la Repubblica”

Continuano i nuovi sbarchi a Lampedusa. Da mezzanotte fino all’alba, sono sbarcate 11 barche, per un totale di 219 tunisini. Già ieri erano arrivate nell’isola altre 15 imbarcazioni con un numero totale complessivo di 433 migranti a bordo. Sono stati tutti portati all’hotspot contrada Imbriacola per i controlli sanitari e per la verifica delle identità.   
Oggi è atteso a Lampedusa lo sbarco della nave quarantena Azzurra. Dopo i risultati dei tamponi, gli immigrati verranno subito imbarcati.

Salvini e Meloni sui nuovi sbarchi a Lampedusa

Per il leader della Lega Matteo Salvini “Lampedusa è sotto assedio, ne hanno parlato al Tg?”. E continua la sua battaglia politica: “lo smantellamento dei miei decreti sicurezza ha diffuso ancora di più il messaggio forte e chiaro di Conte, Pd e M5s: avanti, c’è posto”. Per Giorgia Meloni “il governo ha dato un segnale di arrendevolezza ai trafficanti di esseri umani”.

Nuovo decreto sicurezza

Con il nuovo decreto sicurezza, varato dal governo, cambiano le regole nei confronti della tutela dei migranti. Meno espulsioni e più permessi di soggiorno sono le novità del nuovo decreto, con più ampie possibilità che si riesca ad ottenere la cittadinanza italiana.

La morte del giovane migrante 15enne

Ha fatto molto scalpore la notizia della morte, risalente alla scorsa settimana, del giovane migrante 15enne sbarcato dalla nave quarantena Allegra. La nutrice aveva dichiarato la presenza di segni di tortura sul corpo del giovane di origine ivoriana: “il suo corpo è martoriato da segni di tortura. Il viaggio non è stato facile”, accusando “segni di denutrizione e disidratazione“.   
Nonostante il referto medico del 29 settembre, che ne chiedeva lo sbarco urgente, il 15enne è riuscito a sbarcare solo nella notte tra l’1 e il 2 ottobre, morendo poco dopo all’ospedale di Palermo.

Le preoccupazioni umanitarie

Preoccupano ora le eccessive misure sanitarie che sacrificano i diritti umani in nome della sicurezza. Il programma della Mediterranean Hope segnala come il soccorso umanitario debba essere una prerogativa dei governi a prescindere dalla pandemia in atto, chiedendo con forza la riattivazione di un sistema rapido ed efficiente di trasferimento delle persone accolte verso destinazioni idonee, pur rispettando i protocolli sanitari.

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