Politica

Dl sicurezza: via libera in Cdm al nuovo decreto sull’immigrazione

I Decreti Sicurezza di Matteo Salvini non esistono più: con il nuovo dl sull’immigrazione non sono più previste mute per le ong che salveranno migranti in mare. Tra le novità più importanti, invece, l’ampliamento del sistema di accoglienza con l’introduzione di un regime di protezione speciale. In seguito alla morte di Willy, inoltre, è stato introdotto anche il daspo per la movida violenta e sono stati previsti fino a 7 anni di carcere per chi agevola i detenuti in 41bis.

Nuovo dl sull’immigrazione: cosa prevede

Tante le novità introdotte dal nuovo dl sicurezza per l’immigrazione, che va di fatto a cancellare le norme introdotte da Matteo Salvini. Addio alle multe per le ong che salveranno migranti in mare, mentre viene inserito un nuovo sistema di accoglienza e integrazione dei migranti. “Le attività di prima assistenza – si legge nel comunicato stampa del Cdm – continueranno ad essere svolte nei centri governativi ordinari e straordinari“. Saranno, inoltre, previsti due livelli di prestazioni: l’uno dedicato ai richiedenti protezione internazionale, l’altro riservato a coloro che ne sono già titolari, con servizi finalizzati all’integrazione.

Un’altra importante novità riguarda la modifica del Daspo urbano: potrà essere precluso l’ingresso nei locali notturni a coloro che abbiano riportato una o più denunce o condanne definitive (negli ultimi tre anni) in merito alla vendita di sostanze stupefacenti. ll decreto – si legge – “introduce norme che rafforzano i dispositivi a garanzia della sicurezza pubblica, implementando le misure del divieto di ingresso nei pubblici esercizi e nei locali di pubblico trattenimento o nelle loro adiacenze, nonché le misure di contrasto al fenomeno dello spaccio di stupefacenti attraverso siti web”. Le sanzioni per il mancato rispetto della normativa vanno da 8.000 a 20.000 euro con la possibile reclusione da 6 mesi a 2 anni.

Approvato anche il permesso di protezione sociale per il rimpatrio del migrante che comporterebbe altrimenti la tortura o il pericolo di “trattamenti inumani o degradanti” o che gli venga violato il “rispetto della sua vita privata e familiare. In tali casi, si prevede il rilascio del permesso di soggiorno per protezione speciale”.

Infine, in merito alla convertibilità del permesso di soggiorno dei migranti in permesso di lavoro sono state introdotte altre ragioni: protezione speciale, calamità, residenza elettiva, acquisto della cittadinanza o dello stato di apolide, attività sportiva, lavoro di tipo artistico, motivi religiosi e assistenza ai minori.

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