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Oggi, nel 1873 sono stati brevettati i Blue Jeans

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Il termine ‘blue jeans’ deriva dal francese “bleu de Gênes” ovvero “blu di Genova”, in quanto il tessuto proveniva dalla Repubblica Marinara di Genova. Solo nel 1871 è reinventato, per come lo conosciamo oggi, da un sarto: Jacob Davis. Lo stesso Davis, il 20 Maggio 1873, lo brevettò con il nome “Levi Strauss”. Scopriamo la storia dell’icona dell’abbigliamento casual per eccellenza.

La storia del ‘Blue Jeans’

Fin dal medioevo Genova ha ricoperto un ruolo molto importante per quanto riguarda l’esportazione di manufatti liguri realizzati su materie prime locali oppure importate: tessuti di lana, di seta, di lino, di cotone o di fustagno.

Nel XV secolo la città di Chieri produce un tipo di fustagno di colore blu che esportato attraverso il porto di Genova. Questo particolare “tessuto blu” era usato per fare i sacchi per le vele delle navi e per coprire le merci nel porto. I pratici e resistenti “calzoni da lavoro” erano cuciti con tela di Nîmes di color indaco ed erano indossati dai marinai genovesi. Nîmes era la concorrente diretta di Chieri nella produzione di questo particolare tessuto. Quindi è nel capoluogo ligure che i pezzi di tela sono trasformati in indumento.

Il termine di lingua inglese jeans è utilizzato fin dal 1567! Infatti già dal 1500 dal porto genovese iniziò l’esportazione di questo materiale verso Londra. Questo tipo di fustagno, di qualità media, alta resistenza e prezzo molto contenuto, di color indaco, si era imposto nel Regno Unito e, di lì a poco, conquistò tutta l’Europa.

La nascita del Blue Jeans moderno

Il boom di questo tessuto si ha nel 1853 quando, in seguito alla scoperta dell’oro in California, Levi Strauss fondò a San Francisco la Levi Strauss & Co., che è oggi con il marchio “Levi’s” e il mitico modello “501” l’azienda con la quota maggioritaria nella vendita dei jeans.

Ma torniamo al 1853… Strauss comprò dei tessuti che utilizzò per fabbricare dei grembiuli da lavoro. Purtroppo erano poco resistenti e scomodi. Strauss provò a migliorarne le qualità utilizzando il denim, un tessuto resistente, pesante e di colore blu ed iniziò a vendere questi capi d’abbigliamento che utili ai cercatori d’oro. Questo modello aveva ben 5 tasche!

Solo nel 1871 si arriverà a quello che è il moderno jeans in denim. Jacob Davis, un semplice sarto, decide di aggiungere ai pantaloni in denim i rivetti in rame per rinforzare i punti maggiormente soggetti ad usura: ad esempio le tasche sono riempite dai cercatori d’oro e dai minatori. Lo stesso Davis brevettò il suo lavoro il 20 maggio del 1873 presso l’ufficio brevetti americano con il N. 139.121, per miglioramenti nella chiusura delle tasche. Purtroppo il povero sarto non aveva i 68 dollari per la pratica e si mise in società con Strauss.

La Levi’s poté così produrre in esclusiva, i pantaloni di robusto cotone tenuti insieme, oltre che dai punti del cucito tradizionale, anche da questi rivetti metallici ed in breve tempo divennero la divisa degli operai della ferrovia trans americana, dei minatori, dei cowboy ed ebbero un immediato successo!

Nel 1890 accade che il tessuto “jeans” diventa sinonimo di pantalone e il tessuto prende il nome di denim. Alla scadenza del brevetto chiunque può realizzare calzoni simili in tutto e per tutto a quelli della Levi’s. Le due principali aziende che ne approfittano sono Harry David Lee e C.C. Hudson, oggi noti rispettivamente con le marche Lee e Wrangler che aggiunsero anche un taschino per l’orologio e le monete.

I Blue Jeans oggi

Da qui iniziò l’era del jeans. Questo capo viene usato in tutto il mondo dai militari, dalle truppe garibaldine, dagli attori cinematografici, dai ragazzi universitari fino ad arrivare nel mondo della moda. Con il tempo si sono moltiplicati i modelli: esistono jeans a campana, a tubo, a sigaretta. Ci sono modelli attillati, a cavallo alto, a cavallo basso, con zip e con bottoni. Inoltre anche il colore è cambiato non è più solo indaco, ma vengono sfruttate le tantissime tonalità disponibili.

Il jeans è un tessuto che si presta bene in quanto si lascia strappare, rammendare e arricchire pur non perdendo il suo fascino. Grazie a questa caratteristica, negli anni 90, vanno di moda le versioni vissute ed usurate del jeans: scoloriti, bucati, strappati, arricchiti da pietre o da disegni a secondo delle fantasie degli stilisti. Oggi è un capo di abbigliamento che si indossa giornalmente diventando sia un capo sportivo, se indossato con felpe o un capo elegante se indossato con camicia e giacca.

Nel 2004 al porto vecchio di Genova viene realizzato, ed issato su una gru, un paio di jeans di circa 18 metri per ricordare la nascita del tessuto e la storia del blue jeans.

Alessandro Carugini

Alessandro Carugini

Nato a Pisa nel 1978, è uno speaker radiofonico conosciuto come The Mexican per i suoi modi calmi e sempre posati. Fin da bambino cresce con la musica nelle orecchie ed i vinili tra le mani, passando da ascoltatore a collezionista e pian piano ad esperto ed attento “musicologo“. Ad oggi collabora con diverse riviste e magazine, online e cartacei, e raggiunge l’apice della soddisfazione nel 2021 collaborando con la rivista inglese Record Collector.

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