Un operaio di 52 anni è morto nello stabilimento Stellantis di Pratola Serra (Avellino), nell’area industriale di Pianodardine.
La vittima, dipendente di una ditta esterna, sarebbe rimasta schiacciata da un macchinario nel reparto basamento motore. L’incidente è avvenuto all’interno dello stabilimento industriale “FCA Stellantis Cia”. L’uomo – originario di Acerra, dipendente di altra ditta di Foggia – è morto nonostante i tentativi di rianimazione del 118 intervenuto. Sul posto i carabinieri di Pratola Serra e Avellino, l’ispettorato del lavoro e l’ASL.
Le segreterie provinciali di Fim, Fiom, Uilm, Fismic ed Uglm di Avellino e le Rsa dello stabilimento irpino hanno proclamato uno sciopero per l’intera giornata nello stabilimento di Pratola Serra. “Un lavoratore che aveva lasciato casa sua per poter svolgere la sua attività – si legge nella nota della Rsa – non tornerà più a casa sua. Nell’esprimere il cordoglio e la vicinanza di tutti i lavoratori della ex Fma alla famiglia del lavoratore deceduto, dichiarano uno sciopero a partire dalle ore 10.30 per tutta la giornata del 22 febbraio”.
Nel 2023 le ispezioni hanno fatto emergere irregolarità nel 76% dei casi in edilizia e in più dell’85% dei casi nei lavori collegati al Superbonus 110%. Il governo lunedì 26 febbraio vedrà i sindacati e le imprese, convocate a Palazzo Chigi a partire dalle 8.30, e ha annunciato di voler accelerare il varo di un decreto (previsto dal Pnrr) per rafforzare salute e sicurezza sul lavoro. Sul tavolo c’è l’interdizione dagli appalti da due a cinque anni in caso di gravi violazioni o di accertata responsabilità penale per reati in materia di salute e sicurezza. E per le imprese irregolari lo stop ai benefici fiscali e contributivi. In arrivo l’inasprimento delle sanzioni amministrative sul lavoro nero e irregolare e la ripenalizzazione di appalto, subappalto e somministrazione illecita. No invece all’introduzione del reato di omicidio sul lavoro, su cui si è detto “contrario” il ministro della Giustizia, Carlo Nordio con la motivazione che la previsione dell’omicidio stradale non ha fatto diminuire gli incidenti. Si ragiona invece su una norma di coordinamento delle procure della Repubblica sulle attività di indagini.





