“Ognuno è perfetto”, recensione della prima puntata della fiction Rai in onda il 16,17 e 23 dicembre su Rai1.

Il black-jack è un gioco semplicissimo, che escludendo la componente azzardosa potrebbe definirsi un gioco per bambini, insomma dai sei anni in su. A meno di non essere geni dell’aritmetica statistica basta tentare la fortuna accumulando tante più carte per avvicinarsi o ottenere il numero 21. Raggiunta questa doppia cifra si palesa la vittoria totale sul banco in questo caso banchiere. Il 21 che in quest’occasione si associa alla fortuna derivante dall’azzardo del gioco, in altre vesti si imputa alla sfortuna derivante dall’azzardo della vita. Il caso è se usato come epiteto numerico della bisdrucciola composta trisomia andante a formare la trisomia 21 che collettivamente indica la “sindrome di down”. Una particolare condizione cromosomica che ha generato una categoria sociale a carattere discriminante che negli ultimi anni in particolare la televisione, il cinema e il teatro si sentono in diritto di proteggere e salvaguardare. “Ognuno è perfetto” la serie che debutterà su Rai1 il sedici dicembre è una bustina dolcificante anti-downzzista da sciogliere in queste fredde serate dell’avvento.

Edoardo Leo e Gabriele Di Bello scena di "Ognuno è perfetto" foto dal web. Ognuno è perfetto
Edoardo Leo e Gabriele Di Bello scena di “Ognuno è perfetto” foto dal web

“Ognuno è perfetto” regia di Giacomo Campiotti, fido dipendente Rai, esperto di share, già regista dei “Braccialetti rossi”, con Edoardo Leo, Cristiana Capotondi, Nicole Grimaudo, Lele Vannoli, Piera Degli Espositi e gli esordienti Gabriele Di Bello e Valentina Venturin. La differenza non tanto ovvia tra la forma scritta e visuale è che un profano leggendo la sequela nominale del cast non distingue i down dai non down, mentre in TV li distingue eccome. Il problema non è certamente questo, anzi, ma lo è il bisogno di metamorfizzare le due forme di espressione cercando di mostrare gli effettivi ipodotati come normodotati trasformandoli in caricature affettuose da baraccone. L’intento è nobile e il progetto è conforme ad un a TV di stato che ha il compito di mantenere un alto tasso di buonismo pateticamente corretto e ci sta. Ma guardando oltre la TV pubblica, oltrepassata l’asticella del dovrebbe essere, si palesa l’ontologica realtà. Esulando da una recensione tecnica basata su trama e recitazione per la qualeè necessaria una visione totale dell’insieme premono delle considerazioni di carattere etico. La spettacolarizzazione dell’individuo affetto da trisomia 21 non risolve il problema dell’uguaglianza tutt’al più lo abissa scadendo nel pietismo becero e sdolcinato che si esprime attraverso il pubblico con espressioni tipo “che teneri”, “che carino”, “cucciolo” che seguono a risate che conseguono a ingenuità logiche espresse dal down in questione che ne aumentano tenerezza e fascino. Sono reazioni da zoo, da circo di fronte a cuccioli di selvaggi ammaestrati a saltare cerchi o mangiare noccioline e allora il progetto di integrazione sociale si sfalda e crollerà sempre di fronte alla faciloneria espressiva della televisione pubblica che cerca il consenso nel buonsenso di massa esulo o peggio dimentico delle dinamiche reali del vivere quotidiano.

Reparto packaging di “Ognuno è perfetto” foto dal web

La trama vede protagonista Rick, ventiquettrenne affetto da sindrome di down, stanco di tirocini e vari perditemismi e volentoroso di un lavoro vero magari a tempo indeterminato, lo capiamo. Lo trova presso una cioccolateria diretta da Cristiana Capotondi che lo assegna al reparto packaging insieme ad altri trisomatici. Alla sua storia, definiamola speciale, si intreccia quell’altra del padre, Edoardo Leo, in crisi coniugale causa corna consuete e costanti. La storia già imbellettata avrà risvolti paradossali quando entreranno in scena truci rappresentanti difficilmente credibili della mafia albanese che rovineranno un’apparente dolce idillio in cui ogni cosa e ognuno è perfetto. Lele Vannoli è straordinario, degnissima prova d’attore che finalmente esula dalla sua personalità, Cristiana Capotondi elegantissima, Edoardo Leo basale, i ragazzi ci provano. Ottimo per benpensanti avvenzi al riposo mentale crepuscolare.

Cristiana Capotondi protagonista di "Ognuno è perfetto" foto dal web. Ognuno è perfetto
Cristiana Capotondi protagonista di “Ognuno è perfetto” foto dal web

“Ognuno è perfetto” di Giacomo Campiotti il sedici, diciassette e ventitrè dicembre su Rai1. Bambini non accompagnati, coscienze richieste.

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