I Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026 si avvicinano, mancano poche settimane all’accensione del braciere e l’attenzione sembra essere rivolta alle gare e agli atleti. Eppure, un rapporto di monitoraggio promosso da Libera e altre organizzazioni civiche mostra un dato significativo che esula dalla competizione. È emerso, infatti, che l’investimento stanziato si aggiri intorno ai 3,54 miliardi di euro. Solo una piccola cifra, però, interessa lo svolgimento delle gare.
Le opere legacy assorbono l’87% dei finanziamenti
Il rapporto tra il numero degli interventi e la distribuzione delle risorse rivela una sproporzione netta: sebbene le opere legacy siano circa il doppio di quelle essenziali (67 contro 31), queste assorbono l’87% della spesa complessiva. Solo il 13% finanzia le strutture necessarie allo svolgimento delle gare. Uno scenario che cozza con quanto riportato da Attilio Fontana, presidente della Regione Lombardia, il quale ha dichiarato che queste sarebbero state le prime Olimpiadi “risparmiose e sostenibili economicamente e per l’ambiente”. In aggiunta, i ritardi condizionano il cronoprogramma: il 57% dei cantieri terminerà ben dopo la cerimonia di chiusura, con date che si aggirano intorno al 2033. Una dinamica complessa, specie per il Cortina Sliding Centre e il villaggio olimpico. I documenti indicano la fine dei lavori prima dei Giochi, ma l’assenza di dati trasparenti impedisce di conoscere lo stato reale delle strutture.
Il profilo economico è anch’esso profondamente toccato. I primi mesi del 2025 hanno registrato un’impennata dei costi pari a 157 milioni di euro. Alcune varianti stradali, come quella di Sondrio, evidenziano rincari superiori al 44%. Oltre il rincaro, il 73% dei progetti subisce dei rinvii fino a tre anni. Anche un altro fatto importante sembra godere di poca trasparenza: il portale ufficiale, infatti, non indica le fonti che finanziano questi costi extra, impedendo di conoscere chi siano i finanziatori degli oneri aggiuntivi. I “non dati” che svela il rapporto non includono anche l’impronta di CO₂ per la realizzazione di ogni opera, rendendo impossibile verificare il possibile impatto ambientale. Vi è, invece, una trasparenza parziale concernente i subappalti. Il portale elenca le ditte, ma non include gli importi economici e i codici CIG.
Le prossime Olimpiadi non sarebbero dovute essere “a costo zero”?
Come riportato da L’Indipendente, la Regione Lombardia registra 44 opere aggiuntive, per quasi 4 miliardi di euro, ma questi non compaiono nel portale Simico. Risultano ambigui anche i costi di gestione, il budget da 1,7 miliardi della Fondazione non risulta essere pubblico e la sicurezza attinge addirittura al fondo per le vittime di mafia. Ogni aspetto che vortica intorno alla vicenda pare essere preoccupante. Le Olimpiadi Milano-Cortina erano state annunciate come un evento “a costo zero”, sostenibile e privo di oneri per lo Stato. Ciò che emerge, però, sembra smentire quanto dichiarato da Fontana e Giorgetti. Il budget, inizialmente fissato a 1,35 miliardi, è salito a 2 miliardi di euro. Da questa somma, 330 milioni provengono da fondi pubblici stanziati attraverso il Decreto Sport. A tale somma bisogna aggiungere i 4 miliardi di euro citati poco prima, destinati agli impianti e alle strutture.
Il monitoraggio, vista la poca trasparenza, proseguirà fino al completamento dell’ultimo intervento previsto. Trattandosi di un’eredità tanto incerta e onerosa, è necessario verificare con esattezza il reale impatto economico e ambientale. Tuttavia, specie in vista dell’inizio dei Giochi, la suddetta trasparenza sarebbe dovuta essere già presente.
Stefania Cirillo





