Omicidio Cerciello Rega: gli ultimi aggiornamenti

La conferenza stampa di martedì 30 luglio non ha risolto tutti i dubbi in merito all’omicidio del Carabiniere Mario Cerciello Rega. Stamattina il padre di Lee Finnigan Elder è arrivato in Italia. La dichiarazioni della Madre di Elder.

Dopo giorni dal fatto, le dinamiche dell’omicidio del carabiniere Mario Cerciello Rega, morto per mano di due turisti americani, Lee Finnegan Elder e Gabriel Christian Natale Hjorth, non sono ancora del tutto chiarite.

Cerciello Rega
Lee Finnegan Elder e Gabriel Christian Natale Hjorth – Photo Credit: AGF

La conferenza stampa di martedì 30 luglio

La conferenza stampa di ieri, 30 luglio, indetta dall’arma dei Carabinieri e dalla Procura di Roma, ha illustrato alcuni dei risultati delle operazioni investigative, senza però risolvere tutti i dubbi.

Il procuratore capo facente funzioni di Roma, Michele Prestipino, nel corso della conferenza stampa ha definito la procedura adottata dai due militari come “regolare”, così come regolare definisce le indagini e l’interrogatorio ai due ragazzi americani svolto dai magistrati.

“Si è trattato di un servizio che si fa ripetutamente ogni giorno. Non immaginavano di trovarsi di fronte una persona che si presenta con un coltello di 18 centimetri e non pensavano di essere aggrediti nel momento in cui si qualificano. Non c’è stato momento di fare altro, quando Cerciello ha cinto da dietro Elder lui ha estratto il coltello e l’ha ferito”.

La conferenza stampa di martedì 30 luglio – Credit: Euronews

L’arma del delitto

Durante la conferenza stampa, il colonnello Lorenzo D’Aiola, comandante del Nucleo investigativo dei Carabinieri di Roma, ha mostrato una foto con il coltello usato da Finnigan Lee Elder per uccidere il militare Cerciello Rega, ritrovato poi nel controsoffitto della camera dell’hotel dove alloggiava.

L’arma del delitto, come scritto nell’ordinanza del gip, è “un coltello a lama fissa lunga 18 centimetri, tipo Kabar Camillus, con lama brunita modello marines con impugnatura in anelli in cuoio ingrassato e pomolo in metallo brunito”.

La lama, secondo le ricostruzioni, è stata imbarcata nella stiva del volo che Finnigan Lee Elder ha preso per arrivare in Italia dagli Stati Uniti; ci si chiede come sia possibile che un’arma di questo tipo sia riuscita a superare i controlli dell’aeroporto statunitense e come mai un ragazzo di 19 anni abbia deciso di portarla con sé in Italia.

Cerciello Rega
Il colonnello Lorenzo D’Aiola mentre mostra la foto del coltello – Photo Credit: Ansa/Angelo Carconi

I punti oscuri circa la dinamica dell’omicidio

In attesa di ulteriori dichiarazioni, ad oggi quel che è stato rivelato è che il militare, nella notte tra il 25 e il 26 luglio, era in servizio senza pistola, ritrovata nell’armadietto della caserma dei Carabinieri, mentre il suo collega, Andrea Varriale, era armato.

Le domande senza risposta si concentrano su alcuni elementi non ancora chiariti: innanzitutto nella zona dell’omicidio c’erano quattro pattuglie, numero elevato data la non eccessiva gravità del reato commesso inizialmente, quello del furto di uno zainetto contenente un cellulare ed una somma di circa 100 euro.

In secondo luogo, ci si chiede perché fu proprio l’agente disarmato ad incontrare i due ragazzi e come questi abbiano fatto a fuggire indisturbati e a nascondersi nell’hotel che li ospitava, a soli 180 metri circa dal luogo dell’omicidio, nonostante la massiccia presenza dei membri delle forze dell’ordine.

Il video dei due americani e Sergio Brugatelli – Credit: GediVisual/RepubblicaTv

La posizione di Brugatelli

Non è ancora chiarita la posizione di Sergio Brugatelli, il presunto spacciatore che avrebbe rifilato ai due americani aspirina al posto di una dose di cocaina e che è stato vittima del furto del borsello.

L’uomo, che ha fatto partire la denuncia dichiarando di essere stato vittima di un tentativo di “cavallo di ritorno” ad opera dei ragazzi americani, senza specificare che i due fossero stranieri, ha dichiarato:

“Queste righe le scrivo per rendere onore all’uomo valoroso che, con il suo lavoro di carabiniere, ha salvato la mia vita e purtroppo perso la sua. Ai familiari del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega, alla sua giovane moglie, vanno le mie sincere condoglianze. […] Non mi addentro nei fatti della notte tra il 25 e il 26 luglio, ma desidero chiarire che non sono un intermediario di pusher né, tanto meno, un informatore delle forze dell’ordine”.

È lecito chiedersi come mai uno spacciatore si rivolga alle forze dell’ordine, specie per un furto di modico valore; sul punto Brugatelli specifica:

“Nel borsello rubato, oltre al documento d’identità, c’erano anche le chiavi della casa dove vivo con mio padre, che è molto malato, mia sorella e mio nipote. Ho avuto paura che potessero far del male a me e soprattutto a loro, e per questo ho chiesto aiuto al 112. Le stesse minacce che avevano rivolto a me, sono state ripetute poco dopo, quando, con il telefono in viva voce, ho richiamato di fronte ai carabinieri il mio numero di cellulare”

Le discordanze tra le versioni fornite dai due americani

Nel corso degli interrogatori, i due ragazzi hanno fornito versioni contrastanti.

Gabriel Christian Natale Hjorth, che parla italiano, ha affermato che i due militari in borghese si sarebbero identificati come membri delle forze dell’ordine e che non era a conoscenza che l’amico avesse con sé un coltello, mentre Finnegan Lee Elder smentisce l’amico e dichiara di aver tirato fuori l’arma perché convinto che i due fossero spacciatori e volessero recuperare il borsello di Brugatelli con la forza.

Il secondo elemento riguarda il contenuto della minaccia estorsiva: Hjorth dichiara di aver chiesto in cambio solo cento euro, mentre Elder afferma che, oltre alla somma di denaro, i due hanno chiesto anche 1 grammo di cocaina, come riparazione per la “truffa” subita.

Rimandati i rilievi in hotel

Sono stati rimandati per questioni tecniche i rilievi che si sarebbero dovuti tenere stamattina, in presenza dei legali di di Elder, Roberto Capra e Renato Borzone, nella stanza 109 dell’hotel “Le Merdin Visconti”, nei pressi di piazza Cavour.

La stanza è quella dove alloggiava Finnegan Lee Elder, il ragazzo che avrebbe sferrato le undici coltellate ai danni del Carabiniere Cerciello Rega.

L’arrivo a roma del padre di Finnigan Lee Elder

Nella mattinata di oggi, intorno alle 11:40, è atterrato a Fiumicinoil volo di linea proveniente da Oakland con a bordo Ethan Elder, padre di Finnegan Lee, il quale ha dichiarato unicamente:

“La prima cosa che vorrei sapere è quale è la prassi burocratica per poter rivedere in carcere mio figlio”.

L’arrivo a Fiumicino di Ethan Elder – Credit: AlaNews

Le parole della madre di Finnigan Lee Elder

La madre Leah, che non ha ancora visto il figlio e che è rimasta a San Francisco, in un’intervista rilasciata a La Stampa, ha dichiarato:

“Non ho parlato con mio figlio. Mio marito lo vedrà oggi a Roma. Ma non riesco a spiegarmi questa sua reazione. È un ragazzo riflessivo, che ha anche molto sofferto ed è vero che usava la marijuana, che in California è legale e lui la prendeva con la ricetta medica, per alleviare il dolore di una menomazione fisica. Ha perso un dito e ha la mano sinistra in parte paralizzata. È un incidente che lo segnato. Non mi sono mai accorta che usasse altre droghe. […] Finn è un ragazzo riflessivo. L’unica spiegazione che posso darmi se davvero risultasse coinvolto in modo diretto in questa tragedia, è che fosse terrorizzato e dunque può aver reagito in modo inconsulto. […] Sono quanto più vicina possibile al dolore di Rosa Maria: è una tragedia. Ed è una tragedia anche per la nostra famiglia. Con mio marito Ethan siamo sotto choc. Non so come descrivere questo momento, ci sembra un incubo da cui ci sveglieremo. Ma sentiamo che il mondo ci è caduto addosso”.

La foto di Gabriel Christian Natale Hjorth bendato

La foto diffusa che ritrae Gabriel Christian Natale Hjorth bendato e ammanettato nella caserma dei Carabinieri ha spinto l’Arma ad avviare un procedimento interno nei confronti dei militari responsabili.

Il carabiniere che ha materialmente bendato il ragazzo è stato individuato e trasferito ad altro incarico non operativo, mentre la Procura di Roma ha aperto un’indagine per abuso di autorità.

Sotto indagine anche altre due persone che avrebbero assistito al fatto senza denunciarlo. Non è stata ancora individuata, invece, la persona che ha scattato la foto nella caserma.

La procura è al lavoro è ha acquisito i telefoni cellulari dei tre indagati per tracciare tutti i movimenti attraverso le celle telefoniche e per scoprire chi ha diffuso la foto in alcune chat private e che è finita sui giornali.

Gabriel Christian Natale Hjorth bendato e ammanettato in caserma – Photo Credit: Open

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