OpenAI, la società proprietaria del software di intelligenza artificiale ChatGPT, ha rivelato che, lo scorso giugno, aveva valutato se segnalare o meno alla polizia canadese Jesse Van Rootselaar, responsabile della strage di Tumbler Ridge. L’11 febbraio, la diciottenne (era nata biologicamente di sesso maschile, ma si identificava nel genere femminile) ha ucciso otto persone in una sparatoria e poi si è suicidata.
La società ha raccontato di aver rilevato una reiterazione di attività violente nel profilo della giovane nel corso del tempo. Proprio per questo, aveva sospeso il suo account nel giugno del 2025. Secondo la politica aziendale, tuttavia, la soglia per segnalare un utente alle forze dell’ordine riguarda il rischio imminente e credibile di gravi danni fisici per altre persone. «I nostri pensieri sono rivolti a tutti coloro che sono stati colpiti dalla tragedia di Tumbler Ridge», ha dichiarato un portavoce di OpenAI. «Abbiamo contattato proattivamente la Royal Canadian Mounted Police fornendo informazioni sulla persona e sul suo utilizzo di ChatGPT. Continueremo a supportare le loro indagini».
Jesse Van Rootselaar ha ucciso ancje e la madre e suo fratello
All’inizio del mese, a Tumbler Ridge, una piccola cittadina nella Columbia Britannica, la provincia di Vancouver, sei persone sono state trovate senza vita in una scuola media e superiore, nella loro abitazione, poco distante dal complesso scolastico. Gli agenti hanno trovaro nell’edificio anche Van Rootselaar, morta suicida. Durante l’attacco la ragazza ha ucciso la madre e il fratello, all’interno del residence nel quale vivevano. Si è poi spostata nella scuola, dove ha freddato cinque studenti tra i dodici e i tredici anni e un’insegnante di trentanove anni. Altre venti persone hanno riportato ferite più o meno gravi.
Mark Carney, primo ministro canadese, insieme al leader dell’opposizione Pierre Poilievre e Mary Simon, governatrice generale del Canada, affiancato dai capi delle Prime Nazioni e dalle autorità locali, ha reso omaggio alle famiglie delle vittime. «So che niente di ciò che posso dire riporterà a casa i vostri figli», ha dichiarato. «So che nessuna parola, né mia né di chiunque altro, potrà riempire il silenzio nelle vostre case stasera, e non farò finta del contrario».
Federica Checchia





