Sport

OzTag: il rugby senza placcaggio

Scopriamo il gioco dell’ OZ Tag. Un rugby che si gioca senza contatto fisico. Una mania tutta australiana di praticare questo sport in modo differente.

Il Rugby per antonomasia è uno sport duro perché appunto alle basi di questo sport c’è il contatto fisico. Immaginate invece di poter giocare a Rugby senza dover placcare nessuno o stare attenti a non subire oppure fare qualche ribaltina. Certo vi può sembrare abbastanza strano ma questo è quello che succede quando giochi ad OzTag.

Il Rugby è uno sport che ha moltissime varianti; dall’union che è quello classico giocato in quindici, poi c’è quello a tredici, a sette. Poi ci sono ancora beach rugby, touch rugby, tag rugby, giocato sott’acqua oppure sulla neve. Insomma ogni occasione è buona per organizzare una partita giocando con la palla ovale ma l’OzTag è una mania nata in Australia.

Una moda tutta australiana appunto che sta prendendo sempre più piede perchè si può giocare a Rugby senza dover prendere botte e senza il rischio di subire traumi o lividi. Una buona scusa per praticare uno sport di squadra all’aria aperta in modo del tutto salutare.

Oz Tag: come nasce e come si gioca

L’Oz Tag è stato inventato da un ex giocatore australiano di rugby Harry Paddock. Si può dire che è una branca del più conosciuto Rugby Tag. Questo sport si è diffuso rapidamente in tutto il territorio australiano e principalmente nelle aree di Brisbane e Sydney.

Lo scopo del gioco, come nel più classico rugby, è quello di segnare più mete possibili. Per farlo bisogna superare la linea di meta posta sul fondo del campo. Il campo è 70 metri per 50 e sul campo ci sono 8 giocatori per squadra. La palla è quella classica che si usa anche nel rugby.

La squadra che attacca ha cinque possibilità per provare a fare meta o per lo meno di avvicinarsi il più possibile all’area. Ogni giocatore nei pantaloncini ha un velcro sul quale sono attaccati i TAG,dall’inglese “etichetta“. La squadra che difende per fermare l’altra squadra deve strappare il TAG dal giocatore. Quindi non può placcarlo come succede nella classica versione del rugby. In questo caso il giocatore che perde il TAG è costretto a fermarsi e passare la palla. Dopo cinque tentativi la squadra che è in attacco perde il possesso della palla che va agli avversari.

La meta vale un punto e non c’è la trasformazione come nel rugby ma è possibile calciare per muovere la palla durante la fase di gioco. Le partite durano circa quaranta minuti. Venti per tempo. Le squadre composte appunto da otto giocatori sul campo che possono essere anche miste, tra uomini e donne.

Finale di OzTag del campionato Australiano – credit: TurtlesTag

Insomma un rugby praticato senza placcaggi e colpi duri. Un modo che in Australia vedono positivo per praticare sport all’area aperta divertendosi. E voi ci avete mai giocato?

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