All’Auditorium Parco della Musica, Chiara Ferragni ha partecipato all’evento di presentazione del progetto ‘Oltre il silenzio’, dedicato al contrasto alla violenza sulle donne, lo stalking e l’omofobia. L’iniziativa, che ha avuto inizio alle 9.30 nella Sala Teatro Studio Gianni Borgna. Prima dell’evento, Chiara Ferragni non ha voluto rilasciare risposte alle domande dei giornalisti. “Pace fatta con il Codacons, sì”, ha risposto laconica a chi chiedeva conto della sua presenza oggi all’evento organizzato dal suo ex ‘nemico’. “Non ho bisogno di ripulirmi l’immagine”, ha poi aggiunto velocemente intercettata da Mediaset. “I fatti parleranno per me, le cose in cui credo sono note a tutti e continuerò a battermi sempre”.
Le sue parole all’evento
“Io ho lavorato tanto e cerco di fare molta sensibilizzazione (sul tema violenza di genere, ndr)”, esordisce Ferragni. Poi aggiunge: “Ho più di 28 milioni di follower e molti sono giovanissimi. È importante parlarne in maniera interessante, non dall’alto di una cattedra. I social non devono essere demonizzati perché io tramite i social… ci sono tanti tipi di violenza: c’è quella fisica, ma è solo la punta dell’icerbeg, il problema è più radicato”. “Quella fisica è facile da riconoscere, poi purtroppo a volte viene giustificata. Ci sono tanti altri tipi di violenza che non tutti riconosciamo; io in primis sono stata vittima in diverse relazioni di violenza psicologica e verbale – le parole dell’influencer -. Al tempo neanche me ne rendevo conto, pensavo fosse solo un ragazzo che sfogava il suo malcontento su di me. Bisogna parlare ai giovani per capire quali sono i comportamenti normali nell’amore e quali no. Ci sono dei campanelli d’allarme a cui fare attenzione. Per la coppia, per la famiglia, facciamo sacrifici e giustifichiamo comportamenti sbagliatissimi. Bisogna allontanarsi da certi comportamenti”.
Infine Chiara Ferragni conclude: “Sono mamma di due bimbi e penso che, proprio come genitore, sia importante istruire la nuova generazione in modo diverso. C’è una grande questione di cultura patriarcale in cui siamo immersi; le dinamiche cambiano solo se l’educazione viene fatta da piccoli. È importante l’educazione sessuale ma anche emotiva. Io tante volte, anche da piccola, i campanelli d’allarmi non li ho riconosciuti”. Ci sono frasi come ‘non andare vestita così’ o un senso di isolamento che sono comunque violenza. Spesso la vittima non viene creduta subito”.
Chiara Ferragni e lite a coi giornalisti: “Non devo insegnare il lavoro a nessuno”
“Sono qui per parlare di violenza sulle donne e non risponderò a cose private”, ha ribattuto immediatamente Ferragni, circondata dagli uomini della sicurezza. “Seguirmi in venti persone quando stiamo parlando di un argomento così delicato come la violenza sulle donne – ha ribadito Ferragni – non è professionale. Io non insegno ai giornalisti come devono fare il loro mestiere, ma le cose a cui potevo rispondere ho risposto”. “I miei bodyguard – ha aggiunto riferendosi ai momenti concitati con il giornalista Mediaset – non mettono le mani addosso a nessuno. Non ho bisogno di ripulirmi le immagine, i miei fatti parleranno per me sempre e così le cose in cui credo”.
Spintoni tra gli stretti corridoi che collegano la Sala Teatro Studio Borgna all’ingresso. Dopo un botta e risposta tra giornalisti e uomini della sicurezza, Ferragni ha affermato: “Io sono gentile e rispondo, però essere seguiti mentre stiamo parlando di un argomento preciso non è professionale, punto”.





