Pallavolo

Sara Anzanello, lottatrice in campo e nella vita: semplicemente “Anza”

Sara Anzanello ha scritto pagine importanti della storia della pallavolo italiana. Una carriera che avrebbe potuto essere ancor più straordinaria, se nel 2013 non fosse iniziata la partita più difficile, quella per la vita. Anni di lotta non sono bastati ad “Anza” per avere la meglio, ma con la sua genuinità e la sua passione, ne siamo certi, starà diffondendo il verbo del volley.

Sara Anzanello, una carriera da Campionessa del Mondo

Sara Anzanello – Photo Credit: profilo Facebook Sara Anzanello

“Anza” è nata a San Dona di Piave il 30 luglio 1980. Cresciuta nella vicina Ponte di Piave, la piccola Sara si avvicina ben presto alla pallavolo. La sua carriera inizia nelle giovanili della Pallavolo Salgareda, a Treviso, nella stagione 1994/1995. “Anza” si sposta poi a Latisana, giocando un paio d’anni in Serie A2, salvo poi retrocedere in B1 nella stagione 1997/1998. Proprio nel 1998, Anzanello viene convocata nella Nazionale Juniores, con cui vince i Campionati Europei di categoria. Le qualità della centrale di 192 cm non passano certo inosservate e Sara Anzanello entra a far parte del progetto Club Italia. L’anno successivo, nel 1999, Sara approda nell’Agil Volley Trecate (Serie A2), che nel 2001 vince la Coppa Italia A2 e ottiene la promozione nella massima serie di campionato.

Nel 2000, la squadra cambia nome, diventando Asystel Novara, club destinato a crescere ed ottenere risultati importanti. Parallelamente, Anzanello porta avanti anche gli impegni in maglia azzurra e nel 2002 arriva quella che tutt’ora, purtroppo, rimane una vittoria unica. La Nazionale Italiana femminile trionfa al Mondiale di Germania 2002: le azzurre hanno incassato una sola sconfitta in tutto il torneo (al tie-break contro la Russia nella seconda fase), sconfiggendo in finale gli Stati Uniti. La carriera di Anzanello decolla anche a livello nazionale, con i primi trofei vinti a Novara. “Anza” rimane all’Asystel per ben otto stagioni, in cui vince due Coppe Cev (2003, 2006, 2009), due Supercoppe (2003, 2005) e due Coppe Italia (2004. 2007). Nel 2007, Anzanello ottiene anche la vittoria con la maglia azzurra della World Cup, successo che verrà poi ripetuto nel 2011.

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Con la Nazionale vince anche due argenti (2004, 2005) e due bronzi (2006, 2008) al Gran Prix e nel 2005 l’argento agli Europei. Nella stagione 2009/2010, Anzanello si trasferisce a Villa Cortese per due stagioni, con cui vincerà le Coppe Italia A1 2010 e 2011. Proprio nel 2011, la centrale veneta si trasferisce in Azerbaijan, all’Azerrail Baku. Un’esperienza all’estero che verrà ricordata a lungo, non solo da un punto di vista sportivo.

Nel 2013 l’inizio della partita più difficile

Infatti, proprio durante l’esperienza in Azerbaijan, nel 2013, Sara contrae un’epatite virale fulminante che la costringe ad un trapianto di fegato d’urgenza. Nonostante l’organo non fosse pienamente compatibile, Sara inizia una lunga riabilitazione che la riporta ad una vita normale. E nella vita di “Anza” non poteva proprio mancare la pallavolo. Così, nel 2014 viene inserita nello staff del Club Italia e nel 2016 eccola di nuovo in campo, in B1 con la maglia del Trecate, non da centrale ma da opposta. La pallavolista si è sempre raccontata sui social con grande ironia, per essere di supporto a chi come lei stava combattendo. Anzanello ha anche raccontato la sua storia nel libro “Chiamatemi ancora Anza“, il cui ricavato è stato parzialmente devoluto al Niguarda (struttura in cui è stata ricoverata) e all’Aido.

Nel 2018 le sue condizioni di salute sono peggiorate in modo repentino e rapido, troppo. Per questo, Anzanello avrebbe dovuto sottoporsi ad un nuovo trapianto di fegato. La sfortuna però è nuovamente scesa in campo: le è stato diagnosticato un tumore al sistema linfatico. Sara inizia dunque i cicli di chemioterapia e la battaglia si fa sempre più dura. “Anza” ha fatto in tempo a seguire la cavalcata delle “ragazze terribili” nel Mondiale giapponese, facendo il tifo come se fosse in campo con loro. Poi la tragica notizia: il 25 ottobre 2018 Sara ci ha lasciati. Sara Anzanello ha lottato con tutte le sue forze, ma alla fine è stata la malattia a vincere il tie-break di una partita molto difficile.

L’ultimo post di “Anza”: un concentrato di voglia di vivere

Perché condividere: per essere di supporto a chi come me deve superare delle difficoltà, per far capire che la vita è bella, perché in questo momento ho bisogno di energie positive. Devo fare un altro trapianto, ma mi hanno diagnosticato un tumore al sistema linfatico. Ed ora inizierò i cicli di chemioterapia, ho paura perché voglio vivere. Non si sa mai quali e quante sfide la vita ti pone davanti, difficilmente si è abbastanza pronti. […] Il mio sogno è vivere. Semplicemente vivere […]. Vivere, senza grandi pretese, ma vivere.
Molti conoscono la mia storia, dopo il difficile trapianto di fegato nel 2013 ho lottato per riprendere in mano la mia vita; quest’anno, l’aggravarsi della mia situazione mi ha riportato qui al Niguarda per entrare nuovamente in lista. Nello stesso periodo mi è stato diagnostico un Tum…re al sistema linfatico, manco riesco a dirlo, ed ora inizierò le chemio. […]

Ho la fortuna di avere una famiglia, un fidanzato e amici speciali che mi sono accanto e mi fanno ridere e passare minuti spensierati, minuti in cui la malattia non c’è più… Tante altre persone stanno combattendo la mia battaglia, in tante l’hanno già vinta, altre no. Ho paura, non sarà l’emozione migliore da avere, però non avere certezze fa paura.
Non voglio entrare nei dettagli medici ma, se volete mandarmi un piccolo pensiero, una preghiera per i credenti, un po’ di energia positiva che aiuti il mio corpo a fare piazza pulita di ciò che non va bene. Io sono qui per lottare, mai mollare, crederci sempre come ho fatto in tutta la mia vita.
Arrivederci a tutti.
Sara

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