Paola Turci, come molti sanno, ha subìto un incidente stradale nel 1993 che l’ha costretta a dover subire numerose operazioni. La cantante all’epoca aveva 28 anni.

Era il 15 agosto 1993 quando Paola Turci viaggiava sull’autostrada Salerno-Reggio Calabria  e dove, intorno alle 06:30,  al volante della sua Saab 900 Cabrio rimane vittima del terribile incidente che le ha cambiato il volto e la vita. Non era sola ma in compagnia di un’amica.

Ecco le sue parole in merito:

Quel 15 agosto del 1993 ero incazzata nera. Guidavo sulla Salerno-Reggio Calabria, da una tappa all’altra della tournée. Dovevo caricare il cellulare, mi sono distratta dalla strada, e subito dopo è stato troppo tardi. Ci sono voluti anni perché ammettessi la debolezza, smettessi di fare finta

Intervistata dal Corriere della Sera, Paola Turci ha indicato nel terribile incidente automobilistico avvenuto nel ’93 la prima grande svolta della sua vita: la Turci si salvò, ma rimediò una ferita al volto che ha poi segnato gli anni successivi della sua vita.

«La macchina sbanda, io riesco a riportarla in strada, sbatte contro il guardrail, si cappotta due volte – dice la cantante 58enne dell’incidente -. In quegli istanti penso: ‘sono atletica, basta che accompagno le botte’. Appena la macchina si ferma sento i capelli tranciati di netto. La prima cosa di cui mi accorgo. I miei capelli lunghi non ci sono più. Le voci della gente. Qualcuno dice: ‘Paola Turci, è Paola Turci’. Io non riesco ad aprire gli occhi. In ospedale sento gli infermieri avvisare i medici: ‘c’è una ragazza nera’. Mi avevano scambiato per una ragazza nera, credo perché non si vedeva niente. Il viso era aperto, c’era tanto sangue».

Dopo un mese la Turci torna a cantare, ma lo fa nascondendosi il volto ferito. «Trovo mille giustificazioni ai capelli davanti agli occhi: il vento. ‘C’è il vento’ ripeto – racconta l’artista -. Mi copro in ogni modo: occhiali da sole, trucco. Al ristorante mi metto di profilo, con il lato del viso distrutto dalla parte del muro. Anni a nascondermi, fingendo di stare bene. Fingendo di non avere paura”. Nel frattempo continua la sua vita privata, col matrimonio con Andrea Amato durato due anni. Poi, finalmente, la Turci si rende conto di essersi auto-imposta una normalità che non esisteva. “Ventiquattro anni per sconfessarmi – continua – Per rivelare che non era vero niente: no, non stavo bene, non ero felice. Ho trascorso ventiquattro anni a nascondermi. Come i bulimici che mangiano e giurano di non aver mangiato niente».

Nel 2019 l’incontro con Francesca Pascale, che la stupisce per la visione sul mondo dei diritti civili. «Metto un like a una sua immagine in sostegno di Radio Radicale. Dal like iniziamo a scriverci»: così nasce una storia d’amore che, oggi, ha portato le due a essere una famiglia che ama trascorrere le vacanze in camper. «Un living con due panche e un tavolo. Chiuso il tavolo, dal soffitto viene giù il letto. Guida Francesca. Ogni tanto ci fermiamo in autogrill, ma non scendiamo – conclude la Turci -. La famiglia? È dove c’è amore».