Ad una settimana dalla morte di Paolo Calissano, adesso a parlare per la prima volta è il fratello dell’attore, che esclude in maniera assoluta l’ipotesi del suicidio e ripercorre gli ultimi giorni, mesi, anni di di vita dell’artista, alle prese con un periodo di alternanza tra la luce di nuove idee professionali e il buio dei mancati riconoscimenti al suo lavoro.

Una scomparsa improvvisa, quella di Paolo, trovato senza vita il 30 dicembre scorso nel suo appartamento in zona Balduina, a Roma, dalla sua ex fidanzata, Fabiola Palese, cugina della nota showgirl Stefania Orlando. “Mio fratello non si è ucciso, ne sono sicuro. Stava male ma è un gesto che non avrebbe mai fatto”, dice Roberto Calissano al magazine Oggi, nel numero in edicola questa settimana. “Sono convinto che abbia fatto pasticci con gli psicofarmaci. Era molto depresso ma aveva dei progetti. Ha lottato tanto per rialzarsi, non doveva finire così”, si rammarica

Lui stesso, Roberto, nel giorno della vigilia di Natale, ha provato a chiamarlo ma senza riuscire a parlarci. “Come tutte le persone sofferenti pativa molto le feste e credo volesse stordirsi per attendere che finissero. Nostro zio lo aveva invitato a pranzo a Natale ma lui aveva declinato”, racconta ancora Roberto Calissano.

“Turbato dall’indifferenza dei produttori”, le parole del fratello di Paolo Calissano

“Mio fratello era un sognatore e un creativo. Da quando aveva capito che non lo volevano più come attore si era messo a lavorare come autore e sceneggiatore e ha scritto soggetti e copioni davvero molto belli. Era caduto in questo periodo nero dopo l’indifferenza mostrata dai produttori verso il suo lavoro da autore: era molto turbato dal non riuscire a riprendere in mano la situazione professionale”