Alla soglia dei 41 anni Paolo Ruffini festeggia il giorno del suo compleanno, il 26 novembre, con lo spettacolo Up&Down che per questa nuova data ha scelto il Teatro Brancaccio. Uno show originale, fatto di ironia, balli, musica, sketch e riflessioni che mostrano un Paolo Ruffini ironico e riflessivo.

Uno spettacolo per mostrare le abilità

Scenografia natalizia, alberi di Natale, pacchi appesi al soffitto e sottofondo musicale dal vivo con la pianista Claudia Marcolongo, fanno da cornice a un’introduzione in pieno stile Ruffini, con luci puntate sul pubblico e interazione con lo stesso, caratteristica tipica della comicità fiorentina. Paolo Ruffini apre il suo show Up&Down con grandi risate e applausi presentandolo come uno spettacolo che mostra le sue abilità come show man, ma anche le capacità della compagnia livornese Mayor Von Frinszius. Il tema dello spettacolo è la relazione nelle sue diverse sfumature, dalla relazione con il gioco, con il corpo, con le favole, con il futuro, fino alla relazione con l’amore, tema molto caro a Ruffini che ha dichiarato la crisi con la compagna Diana Del Bufalo.

Paolo Ruffini durante lo spettacolo Up&Down
Paolo Ruffini durante lo spettacolo Up&Down – Photo Credt: Paola Sireci

Uno spettacolo “normale”

Nella sua seconda tappa al Teatro Brancaccio, dopo quella milanese, Up&Down è ancora una volta acclamato dal pubblico con il suo secondo sold out, grazie a un cast formato da sette talentuosi ragazzi, sei affetti da sindrome di down e uno autistico, che hanno portato sul palco non solo le loro velleità canore, comiche, di danza, ma anche quelle emotive, motore dello spettacolo. Un’alternanza di monologhi di Paolo Ruffini e sketch della compagnia, tra comicità e riflessioni il cui il messaggio dell’attore e comico livornese è che non esiste la perfezione in natura, e i difetti non sono che sfumature della normalità, quest’ultima concetto relativo agli occhi di chi la definisce.

Non vedo la differenza tra i down e Ruffini
Infatti non c’è
 – Paolo Ruffini

Uno spettacolo in cui la disabilità viene esorcizzata, ironizzata e non abbellita. La normalità dello spettacolo risiede, infatti, nella spontaneità della compagnia che con la sua bravura riesce a catturare l’empatia e le risate del pubblico. Paolo Ruffini sa come intrattenere il pubblico e anche stavolta, nel giorno del suo compleanno, lo ha dimostrato.

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