Arte e Intrattenimento

Paolo Uccello, il pittore fiorentino “ossessionato” dalla prospettiva

Paolo Uccello è stato uno dei più grandi artisti italianitra Tardogotico e Rinascimento. Grande studioso di prospettiva, lavora soprattutto nell’Italia centrale e settentrionale. Per la Rubrica Arte di oggi, a 624 anni dalla sua nascita, ripercorriamo la vita e le opere di questo grande artista italiano rivalutato in epoca recente.

Con l’uso originale della prospettiva, Paolo Uccello vuole raffigurare la realtà attraverso volumi ed oggetti geometricamente perfetti. Anche se sappiamo poco della sua vita, restano alcune opere che ancora oggi colpiscono per la loro armonia quasi fiabesca.

Paolo Uccello, vita di un pittore con pochi riconoscimenti

Paolo Uccello, Particolare del Monumento equestre a Giovanni Acuto_Photocredit:CC BY 3.0
Uccello, Particolare del Monumento equestre a Giovanni Acuto_Photocredit:CC BY 3.0

Paolo di Dono, questo il suo vero nome, nasce il 15 giugno 1397. Si distingue tra gli artisti del primo rinascimento. Vasari spiega che il nome Uccello deriva dal suo amore per gli animali, in particolare gli uccelli, e lo descrive come un personaggio considerato un po’ eccentrico. Le prime notizie su di lui risalgono al 1412 e lo presentano come apprendista del Ghiberti, anche se non è noto il suo lavoro di scultore.

Dal 1425 al 1427 si trova a Venezia, dove lavora come mosaicista a San Marco, ma nessuna delle opere sopravvissute è attribuibile a lui con certezza. Nel 1430 torna a Firenze dove realizza uno dei suoi capolavori, il Monumento equestre a Giovanni Acuto. A dispetto delle prestigiose commissioni nel duomo di Firenze, non ha un grande successo mondano. Vasari racconta che l’artista conduce una vita da eremita e in un documento ritrovato nel 1469, lo stesso Paolo si descrive come “un vecchio privo di mezzi di sussistenza… e incapace di lavorare”.

Tra il 1465 e il 1469 vive ad Urbino. Fa testamento, ormai anziano e malato, nel novembre 1475 e more un mese dopo, il 10 dicembre. Paolo ebbe una figlia, Antonia, che divenne monaca carmelitana e fece la pittrice. Abbiamo notizia che le sue doti pittoriche furono apprezzate ma purtroppo non ci sono arrivate sue opere. Probabilmente si tratta di una delle prime pittrici di Firenze e dell’Italia intera di cui abbiamo notizia.

Le opere, prospettiva e fiaba

Paolo Uccello, caccia nella foresta_DominioPubblico
Paolo Uccello, caccia nella foresta_DominioPubblico

Oggi è uno degli artisti più apprezzati del suo tempo, ammirato per il potere e il vigore delle forme, la bellezza dei colori e l’immaginazione vivida. Il nome di Paolo Uccello è così legato alla prospettiva che spesso gliene venne attribuita l’invenzione. Ma al di là di queste ipotesi possiamo sicuramente dire che l’artista fu tra i primi ad applicarla. I lavori di Paolo Uccello non sono infatti inseriti in uno spazio reale ma piuttosto in un universo studiato matematicamente ma che resta molto onirico e fiabesco. Ad esempio non vi sono le ombre dei protagonisti nelle sue composizioni. Le sue figure risultano quasi geometriche e definite da un disegno molto marcato.

Le sue opere presentano una combinazione tra due correnti stilistiche opposte: la tradizione decorativa del gotico internazionale e l’innovazione scientifica introdotta dalla prospettiva nel primo rinascimento. L’effetto fantastico che caratterizza le sue opere è accentuato dall’uso di cieli e sfondi scuri, su cui risaltano luminose le figure, bloccate in posizioni innaturali. Uccello aveva un interesse quasi ossessivo per la prospettiva. “Non ebbe altro diletto che d’investigare alcune cose di prospettiva difficili e impossibili!”, scrive di lui il Vasari.

Paolo Uccello, San Giorgio_DOminioPubblico
Paolo Uccello, San Giorgio_DOminioPubblico

Uno degli aneddoti più interessanti che ci racconta è un consiglio che Donatello, suo amico intimo, gli avrebbe dato a proposito dei suoi schizzi e disegni sulla prospettiva “Eh, Paulo, cotesta tua prospettiva ti fa lasciare il certo per l’incerto”. La caratteristica più appariscente delle opere di Paolo Uccello è quindi l’ardita costruzione prospettica, che però non serve a dare ordine logico alla composizione. Viene utilizzata piuttosto per creare scenografie fantastiche e visionarie, in spazi indefiniti. L’orizzonte è escluso. L’effetto è quello di una serie di manichini che impersonano una scena con azioni congelate e sospese. Proprio da questa enigmatica fissità nasce il carattere emblematico e onirico della sua pittura.

Ilaria Festa

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