Papa Francesco si prepara a lasciare il Perù: ultimo giorno a Lima

Inizia oggi l’ultimo giorno del viaggio di Papa Francesco in America Latina. Dopo essere stato in Cile, Francesco si trova attualmente in Perù, a Lima, dove lo aspetta ancora qualche impegno.

Il Pontefice è arrivato ieri a Lima dopo essere stato a Trujillo, un’antica città coloniale spagnola nel nord de Perù. Qui, nella giornata di ieri, ha tenuto un’enorme celebrazione mariana in onore della Virgen de la Puerta, nella Plaza de Armas, di fronte a 200 mila fedeli.

Al centro dell’attenzione e del discorso di Papa Francesco due delle piaghe peggiori che affliggono da anni il Perù: la violenza, in particolare contro le donne e la corruzione.

Voglio invitarvi a lottare contro una piaga che colpisce il nostro continente: i numerosi casi di femminicidio – ha detto il Papa -. E sono molte le situazioni di violenza che sono tenute sotto silenzio al di là di tante pareti. Vi invito a lottare contro questa fonte di sofferenza chiedendo che si promuova una legislazione e una cultura di ripudio di ogni forma di violenza. Guardando a Maria – continua – non vorrei concludere senza invitarvi a pensare a tutte le madri e le nonne di questa Nazione; sono vera forza motrice della vita e delle famiglie del Perù. Che cosa sarebbe il Perù senza le madri e le nonne? Che cosa sarebbe la nostra vita senza di loro? L’amore per Maria ci deve aiutare a generare atteggiamenti di riconoscimento e gratitudine nei riguardi della donna, nei riguardi delle nostre madri e nonne che sono un baluardo nella vita delle nostre città. Quasi sempre silenziose portano avanti la vita. E’ il silenzio e la forza della speranza. Grazie per la vostra testimonianza!

E con riguardo alla violenza in genere, che in Perù dà vita a frequenti scontri armati, morte e criminalità, Papa Francesco non lesina parole e denuncia alcune delle cause del fenomeno.

Altre tempeste possono sferzare queste coste e, nella vita dei figli di queste terre, hanno effetti devastanti. Tempeste che ci interpellano anche come comunità e mettono in gioco il valore del nostro spirito. Si chiamano violenza organizzata, come il ‘sicariato’ e l’insicurezza che esso crea. La mancanza di opportunità educative e di lavoro, specialmente tra i più giovani, che impedisce loro di costruire un futuro con dignità. La mancanza di un alloggio sicuro per tante famiglie costrette a vivere in zone ad alta instabilità e senza accessi sicuri; come pure tante altre situazioni che voi conoscete e soffrite, che come le peggiori inondazioni abbattono la mutua fiducia, tanto necessaria per costruire una rete di sostegno e di speranza. Inondazioni che investono l’anima e reclamano da noi l’olio che abbiamo per farvi fronte. Voglio dirvi – ha concluso il Papa -: non c’è altra via d’uscita migliore di quella del Vangelo, e si chiama Gesù Cristo. Riempite sempre la vostra vita di Vangelo. Con Gesù l’anima di questo popolo di Trujillo potrà continuare a chiamarsi ‘la città dell’eterna primavera’  perché con Lui tutto diventa occasione di speranza“.

Per combattere la violenza e la corruzione è importante ripartire dai giovani, indirizzarli verso una strada diversa, educarli alla giustizia. Non è mancato, infatti, dopo la celebrazione mariana, l’incontro con ben 200 studenti di diverse scuole del Perù che hanno aderito al programma Scholas Ciudadania – promosso dalla Fondazione Scholas Occurrentes sostenuta dal Pontefice.
I ragazzi, in rappresentanza delle loro scuole, sono stati invitati ad un confronto diretto con Papa Francesco al fine di raccontare i problemi che vivono tutti i giorni, in particolare “discriminazione” e “centralismo”, cercando anche di proporre diverse soluzioni.

Oggi, ultimo giorno in Perù per Papa Bergoglio, egli lascerà la nunziatura apostolica di Lima dove è giunto ieri non senza imprevisti (prima di imbarcarsi sull’aereo, l’autovettura su cui viaggiava ha bucato una gomma), per visitare il Santuario del Senor de los Milagros gestito dalle Carmelitane Scalze. 
A seguito, Papa Francesco terrà una messa, in occasione della preghiera dell’ora media, insieme a 500 religiose peruviane.

Di Lorenzo Maria Lucarelli

 

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