Parigi, attentato vicino Charlie Hebdo: si segue la pista pachistana

Dopo cinque anni, Parigi rivive l’incubo dell’attentato alla sede del giornale satirico Charlie Hebdo. L’autore del nuovo attacco è un diciottenne di origini pachistane, ma oltre a lui la polizia francese ha fermato altri sospettati. In tutto, ad ora, gli arresti sono stati sette.

PhotoCredit: dal web

Parigi rivive l’incubo di cinque anni fa

Era il 2015: in un giorno qualunque di un freddo gennaio, in rue Nicolas Appert, i fratelli Said e Cherif Kouachi irrompono nella redazione del giornale satirico Charlie Hebdo ed uccidono dodici persone. Ora, i sopravvissuti all’attentato lavorano segretamente – per motivi di sicurezza – altrove. Tuttavia, un diciottenne di origini pachistane ha deciso di attaccare proprio nei pressi di quella vecchia – e tristemente nota – sede, che adesso ospita una società di produzione televisiva, Premières lignes: Alì H., venerdì 25 settembre 2020, ferisce due dipendenti dell’agenzia – che erano usciti in strada per fumare una sigaretta – a colpi di mannaia.

Il collegamento con Charlie Hebdo

All’epoca, furono proprio i giornalisti di Premières lignes a diffondere per primi le immagini dei fratelli Kouachi, i quali, dopo aver compiuto il massacro, si erano dati alla fuga. In più, ieri, mentre Alì H. stava aggredendo i due dipendenti della suddetta società, al palazzo di Giustizia – che dista soltanto due chilometri da rue Nicolas Appert – si stava svolgendo il maxi processo ai fiancheggiatori dei due attentatori e del loro complice, Amédy Coulibaly. Il 2 settembre, data d’inizio del processo, il giornale satirico aveva pubblicato le vignette con le caricature di Maometto, scatenando l’ira dell’associazione terroristica di Al-Quaeda, che gli aveva rivolto nuove minacce.

Alì “l’invisibile”

La persona che ha fatto tremare nuovamente Parigi, Alì H., è un ragazzo di appena 18 anni. Nato ad Islamabad, è un immigrato regolare, con qualche precedente per reati minori. Di lui dicono che, almeno apparentemente, è un invisibile, non essendo mai apparso sui radar. Gli assistenti sociali che se ne sono sempre occupati dichiarano che il giovane non ha mai dato modo di pensare che fosse un estremista. Tuttavia, ora, si sta investigando a fondo su di lui. Dopo l’attacco, infatti, Alì ha provato a fuggire, ma la sua corsa è durata soltanto 45 minuti: uscito dalla metropolitana, si è seduto sugli scalini dell’Opéra e si è lasciato prendere, come stanco, senza opporre resistenza.

Tentato omicidio a scopo terroristico

La procura antiterrorismo sta svolgendo le sue indagini, e l’inchiesta è per tentato omicidio a scopo terroristico. Il diciottenne di origini pachistane si è sin da subito dichiarato colpevole; pertanto, poco dopo, il procuratore ha annunciato: “L’autore dell’attentato è stato arrestato”. Oltre ad Alì H., però, altre persone sospette sono in stato di fermo. Il giovane, quindi, potrebbe non aver agito da solo. Quel che è certo, in ogni caso, è che Alì H. non abbia scelto un luogo ed un momento a caso per agire. Sicuramente ha aiutato la propaganda degli estremisti, ed ha così anche riportato l’attenzione sul tema della sicurezza.

Le parole dei ministri francesi

Il primo ministro Jean Castex – accorso inizialmente alla cellula di crisi, ed in seguito alla vecchia sede di Charlie Hebdo – ha dichiarato con fermezza e fierezza: “La Francia continuerà a lottare con ogni mezzo contro il terrorismo”, ed ha anche aggiunto: “Saremo instancabili nella difesa della libertà di stampa”. Il ministro dell’Interno, Gerald Darmanin, invece, in serata ha annunciato l’arresto di altre cinque persone, per poi esprimersi in merito al drammatico e preoccupante episodio, dicendo: “Si tratta, chiaramente, di un atto di terrorismo islamista. È un nuovo sanguinoso attacco contro il nostro paese, contro dei giornalisti”.

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