Il ritorno di Paul Kalkbrenner a Roma: un viaggio nello Spazio (900)

Paul Kalkbrennner svela “Parts of life” ieri sera a Spazio 900 di Roma, prima di partire per il suo tour estivo: quello che ci ha sussurrato all’orecchio a 130 bpm è stato un nuovo sogno minimal. 

Tre ore di delirio per il re del suono berlinese, che ha presentato a Roma il suo ultimo capolavoro, Parts of life, in uscita il 18 maggio. Prima di salire a Milano il 23 giugno all’I-Days Festival 2018, Paul Kalkbrenner ha scelto la capitale per testare il nuovo ritmo.

Una scelta sofisticata e curata, quella di lanciarsi prima nei club per poi saltare nel caos della folla, perché è dal piccolo che scopri quanto può diventare grande quello che fai. Ed è già cresciuto il sogno di questa notte, pompato da una distesa di braccia tese e teste leggere. 

Un risultato che non ha smentito l’affermato successo di uno dei maggiori protagonisti della scena elettronica internazionale: ad attendere Paul Kalkbrenner c’era un sold out di giovani (e non solo) pronti a sudare sulle curve dell’elettronica e gli spigoli della techno, questa volta sballati anche dal Downbeat. 

Paul Kalkbrenner
(Ph: Valerio Sablone)

Prendete lo stile elettronico di Paul Kalkrbenner e vestitelo di più enfasi, ritmi e groove, infilateci anche l’ambientale, le pause e la suspance dell’ignoto: otterrete “Parts of life“.

Dopo la trilogia di “Back to the future“, che ha raccolto la techno di Berlino alla fine degli anni ’80, questo nuovo lavoro supera il dilemma di Kalkbrenner : l’elettronica da club o la techno underground?

Ph: Valerio Sablone

Quello che ne è uscito è un abito essenziale ma deciso, una carica più intensa e personale (e sicuramente più matura) che segue le tracce dell’evoluzione per approdare a un risultato autentico e limpido. 

Sembrerebbe la sintesi delle precedenti sperimentazioni, una crescita di stile e perfezionamento di generi che ha portato Paul Kalkbrenner ha mantenere ieri sera alta la tensione fino alle quattro del mattino. 

Passaggi dalla techno pura, dalla carica di Altes Kamuffel, Gebrunn Gebrunn  all’elettronica più sottilile del downbeat. Cambi impercettibili fino a trascinarci in Berlin Calling, fino a portarci negli anni ’80, nei bar di Berlino dove è proibito fare foto, e poi nelle stanze rosse di un vecchio club con le finestre rotte, per farci nuotare nei bicchieri di whisky, nella polvere delle schede telefoniche. 

PH: Valerio Sablone

Parts of life” di Paul Kalkbrenner, che non saranno mai come la nostra, ma che come noi possono confondersi con il suono di una sveglia elettronica che rimbomba nei sogni degli altri. Un trip venuto bene dopo una notte di occhi chiusi, ma con lo stesso monito di sempre: Feed your head

 

 

Ma ora  è il momento di lasciarci “cullare” dagli scatti di Valerio Sablone con la sua Photo gallery.

 

Rossella Papa

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