Attualità

Peng Shuai: la stella del tennis e la molestia del vicepremier cinese

Peng Shuai, il racconto sul vicepremier: “Ero nel panico e ho ceduto, come 7 anni prima” così la tennista ci racconta della molestia sessuale subita.

La tennista cinese Peng Shuai era scomparsa e poi riapparsa sulla scena pubblica dopo numerosi appelli internazionali. Il motivo si orienta attorno ad una storia piuttosto torbida. La donna aveva raccontato online di aver subìto un’aggressione sessuale dal vice primo ministro Zhang Gaoli.

Nel post si legge una sorta di diario di quanto accaduto. Lo scritto ripercorre il suo rapporto con l’uomo, incontrato già anni prima:

“Anche se rischio di disintegrarmi, come un uovo scagliato contro una roccia, sono pronta a dire la verità sul tuo conto”.

Peng Shuai

Ecco la traduzione integrale:

Peng Shuai e la molestia sessuale del vicepremier cinese: la vicenda

“Non è facile parlarne, ma voglio che venga fuori. Fino a che punto mi sento ipocrita. Confesso di non essere una brava ragazza, anzi, sono una cattiva, una pessima ragazza”.

Peng Shuai

Inizia così il post online nel quale la tennista Peng Shuai si racconta. Lo scritto, pubblicvato su Weibo (il Twitter cinese) la vede aggredita sessualmente dal vice primo ministro Zhang Gaoli.

Questo prima di sparire dalla circolazione in modo molto sospetto. Dopo la situazione cambia, la donna decide ricomparire giorni dopo. La vediamo in alcuni foto e video di eventi pubblici, a seguito di una massiccia mobilitazione internazionale. Il 2 dicembre il Comitato Olimpico Internazionale sostiene di aver parlato di nuovo con lei, in videochiamata. In questo confronto l’atleta “è sembrata stare bene e al sicuro, data la situazione difficile in cui si trova”.

Ma non basta. Il suo post, una sorta di diario di quanto le era successo, era stato subito rimosso dal social. Tuttavia alcuni follower avevano fatto in tempo a catturarne la schermata, a riportarla il Corriere della Sera.

Il post di Peng Shuai sulla molestia del vicepremier Zhang Gaoli

Non è facile parlarne, ma voglio che venga fuori. Fino a che punto mi sento ipocrita. Confesso di non essere una brava ragazza, anzi, sono una cattiva, una pessima ragazza. Circa tre anni fa tu, vice premier Zhang Gaoli, sei andato in pensione e hai chiesto al dottor Liu, del Tianjin Tennis Centre, di contattarmi per fissare una partita di tennis con me, al Kangming Hotel di Pechino. Dopo aver giocato a tennis la mattina, tu e tua moglie Kang Jie mi avete condotto a casa vostra. Poi tu mi hai portato in una stanza e, proprio come a Tianjin più di dieci anni fa, mi hai detto che volevi fare sesso con me. Ero molto spaventata quel pomeriggio, non mi aspettavo che la cosa potesse accadere così, con una guardia fuori della porta, perché era impossibile far credere che tua moglie avrebbe acconsentito a una cosa del genere. Avevamo fatto sesso una volta, sette anni prima, e poi tu eri andato a Pechino per partecipare alla commissione permanente del partito comunista. 

Da molto tempo avevo sepolto la nostra storia nel mio cuore, visto che non avevi intenzione di accollarti nessuna responsabilità. Ma allora, perché sei venuto a cercarmi nuovamente, per portarmi a casa tua e costringermi a fare sesso con te? Non ho nessuna prova, ed è stato impossibile conservare qualunque traccia dell’accaduto. Quel pomeriggio, sulle prime ti ho detto di no e sono scoppiata a piangere. Ho cenato con te e tua moglie, Kang Jie. Hai continuato a parlare e a dire tante cose, per scacciare i pensieri dalla mia mente. Dopo cena, hai detto che non mi avevi mai dimenticata in quei sette anni, e che avrei dovuto essere carina con te, e via dicendo… Mi sentivo invadere dal panico, ma ho ceduto. Sì, abbiamo fatto sesso. Da quel giorno, ho sentito di nuovo sbocciare l’amore per te (…).

“Anche a rischio della vita, dirò la verità su di te”

Anche a rischio della vita, voglio dire la verità su di te. La sera del 30 ottobre 2021 abbiamo litigato. Tu hai detto che saremmo andati a casa tua il pomeriggio del 2 novembre per chiarire ogni cosa. Oggi, a mezzogiorno, mi hai chiamato per dirmi che sei molto occupato e che ci sentiremo più avanti. E sei “sparito” nuovamente, come avevi fatto sette anni fa. Hai detto che non c’era nessun impegno tra di noi. Avevi sempre paura che avrei portato con me un registratore, per raccogliere prove. Non ho nulla per provare quanto è accaduto, né audio, né video, solo l’esperienza reale della mia vita stravolta. Ma anche se rischio di disintegrarmi, come un uovo scagliato contro una roccia, sono pronta a dire la verità sul tuo conto. Negherai o passerai al contrattacco. Io sono una cattiva ragazza che non merita di diventare madre. Tu sei padre di un figlio e di una figlia. Dopo tutto quello che hai fatto in questa vita, saprai guardarli in faccia con la coscienza tranquilla?

Articolo di Maria Paola Pizzonia
per BRAVE GIRLS

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Maria Paola Pizzonia

Studentessa di Sociologia Politica alla Sapienza di Roma e Fumettista per la Scuola Romana del Fumetto. Ha conseguito l'attestato di Scrittura alla Scuola di Narrativa e Saggistica Omero di Roma. Ha partecipato fino al 2016 agli Studi Pirandelliani di Agrigento. Ha lavorato con Live Social by Radio Capital. Assistente di redazione per Pagine Edizioni. Scrive anche per Chiasmo Magazine, Mangiatori di Cervello, Octonet. Redattrice di Metrò per Cinema, Attualità&Politica, Infonerd. Ha lavorato al progetto BRAVE GIRLS di cui si occupa attualmente.
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