Attualità

“Per 3 milioni di italiani il Covid non esiste”: l’irrazionalità del pensiero italiano

“Per 3 milioni di italiani il Covid non esiste”, questo riporta l’istituto di ricerca CENSIS. Ecco tutti i dati.

Per 3 milioni di italiani il Covid sembra non esistere: ecco cosa dice l’istituto di ricerca Censis

L’istituto di ricerca CENSIS ha emanato il suo 55esimo rapporto in merito al Covid e particolari sono i dati riscontrati nel capitolo riguardante la società italiana del 2021, che è stata definita come “irrazionale”. Questo aggettivo nasce dai risultati dei sondaggi su diversi argomenti, tra i quali spicca uno dei più attuali: il COVID-19 ed il rispettivo vaccino. Nel suo sito ufficiale il CENSIS dichiara “Per il 5,9% degli italiani (circa 3 milioni di persone) il Covid semplicemente non esiste. Per il 10,9% il vaccino è inutile e inefficace. Per il 31,4% è un farmaco sperimentale e le persone che si vaccinano fanno da cavie. Per il 12,7% la scienza produce più danni che benefici.”

Ma la società irrazionale non si limita nel giudicare la situazione pandemia: “l’irrazionale ha infiltrato il tessuto sociale. […] e poi: il 5,8% è convinto che la terra è piatta, per il 10% l’uomo non è mai sbarcato sulla luna, per il 19,9% il 5g è uno strumento sofisticato per controllare le persone. perché sta succedendo? è la spia di qualcosa di più profondo: le aspettative soggettive tradite provocano la fuga nel pensiero magico.”. Una fuga in un pensiero magico contrario al concetto stesso di magia, non si crede e non si rimane più stupiti dal progresso dell’umanità, ma si preferisce retrocedere nell’oscurantismo. Un oscurantismo che è in se controsenso, in quanto il suo luogo di culto ideale è il mondo del digitale e del web. La stessa digitalizzazione che ci ha permesso di rimanere vicini ed attivi durante la fase iniziale della pandemia, diventa ora paradiso del pensiero irrazionale.

Lo scetticismo “premoderno” dell’italiano medio

Uno scetticismo “premoderno” basato su teorie anti-scientifiche, infondate e complottiste. L’italiano nel 2021 dopo aver visto “tutto” non crede più a nulla. Queste teorie complottistiche invadono non solo il loro lato razionale delle persone, ma anche la loro umanità, “La teoria cospirazionistica del «gran rimpiazzamento» ha contagiato il 39,9% degli italiani, certi del pericolo della sostituzione etnica: identità e cultura nazionali spariranno a causa dell’arrivo degli immigrati […] e tutto ciò accade per interesse e volontà di presunte opache élite globaliste.”. Questa irragionevolezza nel pensiero italiano trova le sue radici sicuramente nella crisi socio-economiche, la rabbia verso le istituzioni ed il potere ha portato a mettere in discussione tutto ciò che ci viene detto dall’alto, quasi per ripicca e vendetta.

Il rapporto mette in evidenza quanto la maggioranza dei giovani non creda in un riconoscimento valido dopo la fine degli studi universitari e di specializzazione, il che può rispondere a verità, ma la credenza popolare della fuga nel passato “nel quale si viveva meglio” sembra del tutto infondata. Il benessere economico è fondamentale per la rinascita di un paese, ma non è l’unica cosa rilevante per i giovani di oggi, dei quali gli adulti sembrano ancora farne le veci oscurandone la voce, e questo ce lo dice lo stesso rapporto “Il 74,1% dei giovani di 18-34 anni ritiene che ci siano troppi anziani a occupare posizioni di potere nell’economia, nella società e nei media, enfatizzando una opinione comunque ampiamente condivisa da tutta la popolazione (65,8%).”.

 “È un sonno fatuo della ragione, una fuga fatale nel pensiero magico, stregonesco, sciamanico, che pretende di decifrare il senso occulto della realtà.”. L’unica cosa che possiamo sperare è che questo lato irrazionale della società venga soffocato da quello che crede ancora nella ragione e nelle capacità dell’umanità.

Enrica Nardecchia

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