L’acido mevalonico è uno degli attivi più interessanti dell’ultimo periodo. A renderlo così particolare è il suo obiettivo ambizioso: ridefinire il concetto di cura della pelle. Questo ingrediente, infatti, sposta l’attenzione dalla correzione immediata di inestetismi e “difetti”, puntando invece al sostegno dei meccanismi biologici che ne regolano l’equilibrio e la funzionalità nel tempo.
Che cos’è l’acido mevalonico (e come usarlo al meglio)

Come dimostrato da uno studio dell’Università di Trieste, questo acido è “una molecola naturalmente prodotta dal corpo umano e coinvolta nella cosiddetta via del mevalonato, un percorso biochimico fondamentale per la sintesi di lipidi essenziali e molecole antiossidanti. Da qui derivano componenti fondamentali quali il colesterolo, il coenzima Q10 e lo squalene”. Insomma, senza andare troppo nel dettaglio, questo particolare acido (a differenza degli acidi tradizionali che esfoliano, levigano o purificano), quello mevalonico non agisce “contro” un inestetismo specifico, ma supporta piuttosto gli elementi che contribuiscono a mantenere integra la barriera cutanea, proteggere dagli stress ambientali e a sostenere l’energia cellulare.
Ma quali sono i benefici di questo ingrediente?
- Aumentare la sintesi di colesterolo cutaneo
- Accelerare il recupero della barriera dopo un danno
- Formazione della vitamina D, importante per ossa e sistema immunitario
- Produzione di coenzima Q10 (ubichinone)
Marianna Soru





