BRAVE

Perché è importante riconoscere il diritto all’oblio oncologico?

Il comitato etico della fondazione Umberto Veronesi ha realizzato e diffuso un documento volto a spiegare l’importanza del riconoscimento del «diritto all’oblio oncologico».

Perché è importante riconoscere il diritto all’oblio oncologico?

diritto all'oblio oncologico
Campagna per il diritto all’oblio oncologico

La ricerca e allo sviluppo di nuovi percorsi diagnostici hanno reso possibile, a cinque anni dalla diagnosi oncologica, la guarigione da neoplasie di 3 soggetti su 5. Il report edito dal comitato etico della fondazione Veronesi ha presentato un problema che non può e non deve essere assolutamente sottovalutato. Si tratta della discriminazione (declinata in diversi ambiti del sociale) a cui gli ex pazienti oncologici sono quotidianamente soggetti. Facendo riferimento alle altre istituzioni e normative europee, nel documento viene proposto il riconoscimento del cd “diritto all’oblio oncologico” come soluzione a questa duplice condanna.

Il superamento della malattia a livello clinico, bisogna specificarlo, non significa che il soggetto smetta di essere “paziente”. Ad esempio, per poter accedere a servizi assicurativi, finanziari e bancari molte volte si è formalmente costretti a dichiarare la propria storia clinica pregressa. La conseguenza è che, nella maggioranza dei casi, ai soggetti che vengono identificati (o meglio discriminati) come clienti «a rischio» venga negata l’erogazione del servizio richiesto. Quelli appena citati non sono gli unici ambiti in cui si verificano scene di questo tipo. Dichiarare la guarigione dal cancro si presenta come ostacolo alla genitorialità, poiché questa condizione intacca «il giudizio di idoneità all’adozione».

Le proposte del Comitato Etico

Che sia necessario tutelare gli ex pazienti oncologici da questi soprusi è ineccepibile. Per garantire una vita normale ai “guariti”, il Comitato Etico ha studiato un vero e proprio piano d’azione per poter raggiungere il virtuoso scopo finale. Il “diritto all’oblio oncologico” è stato già riconosciuto in diversi Paesi europei, grazie all’approvazione di quelle leggi è possibile definire un limite di tempo, oltre il quale, gli operatori non possono più esigere informazioni cliniche del cliente. Il tentativo di presentare un disegno di legge a riguardo è avvenuto in Italia, nel corso della scorsa legislatura da parte del PD, senza mai essere approvato e in primis discusso. Questa è la dimostrazione che riguardo al tema c’è ancora troppa disinformazione. Proprio per questa ragione, la Fondazione suggerisce dapprima una campagna informativa organizzata e mirata.

Occorre implementare una ricerca maggiormente strutturata, programmatica e continuativa per valutare periodicamente l’esistenza di nuove evidenze scientifiche che potrebbero giustificare, per specifici tipi di neoplasie, termini temporali ridotti per esercitare il diritto all’oblio oncologico, nonché di altre possibili forme e ambiti di discriminazione e diseguaglianza per le persone che sono guarite da un tumore.

Rossella Di Gilio

Seguici su Google News

Back to top button