“La maison è attualmente impegnata in un’approfondita revisione dell’organizzazione delle proprie attività, al fine di garantire la sostenibilità dell’azienda”. Così ha dichiarato il team di Giambattista Valli, in riferimento alla sfilata di alta moda che si sarebbe dovuta tenere il prossimo lunedì a Parigi.
Giambattista Valli annulla la sfilata di lunedì a Parigi

Come ha specificato la maison, tutta l’azienda è attualmente e “Completamente concentrata su questo processo” e ha deciso di non tenere la sfilata. Una notizia preoccupante, se si pensa alla sostenibilità economica del brand. Già nei giorni scorsi Wwd ha riportato come negli ultimi mesi proprio la società madre Artémis sarebbe alla ricerca di un investitore a cui cedere le sue quote. Nel 2017 la holding della famiglia Pinault era entrata in azienda con una quota di minoranza, per poi acquisirne la maggioranza nel 2021 ed aumentare ulteriormente la quota lo scorso anno.
Tuttavia, in un articolo pubblicato su Il Foglio già qualche giorno fa, si anticipava come la sfilata di alta moda prevista per il prossimo 26 gennaio, la trentesima a onor del vero, sarebbe potuta essere l’ultima in grande stile. In questo articolo si possono leggere indiscrezioni di dirigenti interni, che affermavano addirittura di non sapere “se arriveremo alla primavera, stiamo valutando la chiusura”. E ancora, come riportato sempre su Il Foglio, “Da novembre siamo in attesa di una cessione che non è ancora avvenuta”.
La cessione delle quote
Sempre secondo quanto riportato, la scadenza per trovare un acquirente disposto a sostituire la famiglia Pinault sarebbe a fine mese. Acquirente “che, attraverso il veicolo Artémis 28 e grazie ai buoni uffici di Salma Hayek, (la moglie di François–Henri Pinault) e grande fan di Valli, era entrata nella maison con una quota di minoranza nel 2017. Questo prima di salire a una quota di riferimento nel 2021 e all’84.78 per cento proprio nel giugno del 2025”.
I dati a sfavore indicano anche una situazione debitoria decisamente peggiorata: si passa dai circa quattro milioni di perdite del 2018 ai 44,3 milioni della scorsa primavera. Per cui, la scelta di cedere le quote potrebbe essere inserita anche nel piano di risanamento della situazione debitoria di Artemis. Già la scorsa estate l’agenzia Reuters aveva sottolineato come il debito consolidato del gruppo (Artemis) fosse di 26,7 miliardi di euro alla fine del 2024, ovvero quasi il doppio rispetto a due anni prima.
Marianna Soru





