Calcio

Perugia, il paddle della discordia: capitan Rosi sul calciomercato

È scoppiata la grana Aleandro Rosi al Perugia. Il calciatore e capitano dei biancorossi è stato escluso durante l’ultima partita di campionato e, addirittura, è terminato sul calciomercato. A meno di ripensamenti e ricuciture. Perché i dirigenti umbri hanno preso questa incredibile decisione? Per una partita di paddle che il terzino cresciuto nella Primavera della Roma avrebbe svolto, durante la settimana, con la moglie. È stato il suo agente, Flavio Coldarci, a fare luce sui fatti confermando la motivazione.

Perugia, le parole dell’agente di Rosi

L’agente di Aleandro Rosi, Flavio Coladarci, ha spiegato ai microfoni de Il Messaggero il motivo dell’esclusione che ha messo, addirittura, il terzino e capitano del Perugia sul calciomercato. Ecco le sue parole:

L’esclusione arriva nel momento in cui Aleandro è stato messo sul mercato, spero per scelta tecnica, ma non capisco perché addurre motivazioni disciplinari. È stato escluso perché avrebbe giocato a paddle? Concordo che non si debbano fare altri sport, ma mi pare esagerato visto che ha solo fatto due scambi con sua moglie. Detto questo se quella del Perugia è un scelta tecnica non la condivido pur rispettandola e non vorrei lasciare il giocatore lì se la società non è contenta. Ma Aleandro vuole molto bene al presidente e alla squadra ed è pronto a valutare qualsiasi tipo di richiesta per il bene di tutti, è pronto a chiedere scusa Quando si è abbracciato col presidente al momento del rinnovo, guardandolo negli occhi gli disse che avrebbe voluto portare il Perugia non in B, ma in A. E ancora oggi sogna di poterlo fare“.

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