Cinema

“Piccolo grande amore”, perché Raoul Bova corre uscendo dal mare stasera in tv

Storie di principesse, e di reami abbandonati. Dopo i Fratelli Grimm arrivano i Vanzina a favoleggiare sugli amori tra la bella e nobile, e il povero senza sangue blu. Sofia del Liechtenhaus (Barbara Snellenburg), ribelle e di sentimenti puri, non riesce a sottostare alle regole del principato e non vuole sposare l’erede di casa Sassonia, Federico. Incontra in Sardegna, dove per sfuggire alla casa reale lavorerà come barista, un prestante istruttore di windsurf Marco (Raoul Bova). “Piccolo grande amore” stasera in tv: ragazzine di ieri e di oggi, pronte a guardare Bova che esce dall’acqua al ralenti.

Dopo l’esordio di “Cominciò tutto per caso“, Bova ci riprova con un film di un Vanzina, in cui viene però doppiato. L’inquadratura lo segue, adone tutto muscoli, mentre esce dall’acqua e raggiunge la sabbia sulla musica di Enya. La sequenza diviene must estivo, dopo il popolare “Cocco bello“. La Snellenburg, modella sassone, biondona, col viso perfetto da Claudia Schiffer, finì poi a recitare in “Casa Vianello“. Dopo una notte passata a dormire sotto un relitto di zattera, volge lo sguardo ancora assonnato, verso colui che pescatore non sembra: Raoul, tra la spuma come Venere, leggiadro tra rena e sassi. Scena girata al Poetto, nota spiaggia cagliaritana, che lo vede venire fuori dal mare correndo. Una sceneggiatura tipica degli anni ’90, in cui imperversano i brani musicali del periodo, quando le giovani ritagliavano da “Cioè” il bello da copertina. Per il film vengono anche reclutati grandi attori del cinema britannico, Paul Freeman, Susannah York, LIZ SMITH e David Warner. Quest’ultimo interpreta il padre di Sofia; da “Jack lo squartatore” al “Titanic“, passando in un film di Vanzina. C’è chi, vecchia generazione, lo preferisce a Raoul.

Piccolo, grande amore: correva l’anno..

Il film di stasera in tv “Piccolo grande amore“, è stato girato nel 1993, principalmente in Sardegna e a Vienna. La dimora reale, residenza della principessa, è il Castello di Neuschwanstein, in Baviera. Dialoghi anche in Russo, mai tradotti, lasciati all’intuizione dei giovani classe ’80, e all’espressioni degli attori che ne dovrebbero suggerirne l’interpretazione. Dj dell’epoca, o patiti di tormentoni, nel film impazzano le colonne sonore: What’is love di Haddaway, All that she wants di Ace of Base, Sweet Harmony di The Beloved, Would I lie to you? di Charles & Eddie, Caribbean Blue di Enya, Right here waiting di Richard Marx, Come on (and do it) di FPI Project e More and More di Captain Hollywood. Miti di trentanni fa. Che i Vanzina, attenti cavalcatori delle mode, sanno bene come inserire. Il business del film fu la scena, appannaggio adolescenziale, che tira fuori Raoul Bova, imponente, dalle acque. Un occhio al costume, un altro all’andatura, ma non si saprà mai il perché della corsa. Oggi e sempre, si correva solo quando la sabbia bruciava sotto i piedi.

Federica De Candia. Seguici sempre su MMI e Metropolitan Cinema!

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