Paolo Villaggio, racconta il figlio Piero, era molto amico di Ugo Tognazzi e Vittorio Gassman, li frequentava molto, e Piero da bambino giocava con i loro figli, Gianmarco e Alessandro. Mentre degli attori con cui girava non frequentava nessuno, a parte Gigi Reder, il ragionier Filini, scomparso nel 1998.

Il rapporto col papà e la tossicodipendenza di Piero Villaggio

“Ero molto orgoglioso di mio padre, lo trattavano tutti in modo ossequioso”, dice Piero Villaggio. Alla prima di Fantozzi lui aveva 12 anni: assieme al padre andarono in periferia per vedere le reazioni della gente al cinema: “Lui si tranquillizzò solo quando cominciarono a ridere”.

Il 62enne racconta che con lui e la sorella Elisabetta Villaggio è stato generoso, anche troppo: “Forse gli rimprovero di avermi viziato“. Ad esempio, quando venne bocciato alle medie il padre, che stava girando un film in Brasile, gli comprò un biglietto in prima classe per raggiungerlo. “Crescendo, i regali sono diventati più grandi. Se gli chiedevo una macchina, mica un libro, lui me la comprava subito”, dice.

Nel suo passato, Piero Villaggio ha dovuto fare i conti con la tossicodipendenza: “Gli riconosco di non essersi vergognato di me, di non avermi nascosto”. Ne uscì dopo tre anni passati a San Patrignano, come ha scritto nella sua autobiografia Non mi sono fatto mancare niente. A portarlo in comunità fu proprio il padre, con “un’interpretazione da Oscar”. All’epoca, racconta, viveva a Los Angeles ed era già entrato e uscito da diverse cliniche di disintossicazione in Svizzera e in California.

“Venne a prendermi con mia madre, per tornare in Italia”, al rientro si fermarono prima a Parigi e poi a Venezia, dove “mi portò a mangiare all’Harry’s Bar, che adoravo”. “Dopodiché noleggiò un’auto, e questo avrebbe dovuto insospettirmi. Quando arrivammo in comunità mi arrabbiai molto. Però ho scelto io di restare”.

A San Patrignano, Piero Villaggio ci è rimasto per tre anni. “Se devo fare un bilancio, alla fine è stata un’esperienza positiva perché io ne sono uscito. Pur non essendo sempre d’accordo con i suoi metodi, Muccioli ha dato una risposta a tante famiglie. All’entrata della comunità c’era un gabbiotto dove sostavano mamme disperate che volevano far entrare i figli”. Per overdose, nel 1983, morì in casa la fidanzata di allora di Villaggio, Maria Beatrice Ferri.