Oggi, esattamente 116 anni fa, si spegneva una delle personalità più interessanti tra gli studiosi a cavallo tra l’800 e il 900, Pierre Curie. Nato a Parigi il 15 Maggio 1859 e deceduto nella sua città di nascita il 19 Aprile 1906, è stato un importante fisico francese pioniere in molti campi tra cui quello della radioattività e del magnetismo. Insieme a sua moglie Maria Sklodowska e Antoine Henri Becquerel, ricevette nel 1903 il Premio Nobel per la fisica.

Pierre Curie, il padre della fisica e della chimica moderne: vita e scoperte

Pierre Curie si laureò in matematica all’età di soli 16 anni; a 18 completò gli studi con una laurea in fisica ma non riuscì a proseguire la carriera accademica (dottorato) per problemi di natura economica, così decise di iniziare a lavorare come istruttore di laboratorio. Fino al 1883 Pierre fece ricerca insieme a suo fratello Jacques e congiuntamente scoprirono l’effetto piezoelettrico. Nel 1885 divenne professore presso una delle più prestigiose università di ingegneria francesi, mentre nel 1900 ottenne una cattedra nella facoltà di scienze dell’università di Parigi. Qualche anno prima aveva sposato Maria Sklodowska, nota come “Marie Curie”, una donna devota alla scienza ma anche molto innamorata di Pierre.

Pierre e Marie nel 1898, a seguito della scoperta di Henri Becquerel sui sali di uranio (i quali riuscivano ad emettere radiazioni in grado di “impressionare” una lastra fotografica), identificarono altri due elementi chimici dalle stesse caratteristiche dell’uranio: il radio e il polonio. Furono loro i primi a coniare il termine “radioattività”. Gli attuali esperimenti nel campo della medicina nucleare considerano gli studi e le scoperte di Pierre e Marie base imprescindibile di partenza.

“Si può anche pensare che il radio possa diventare molto pericoloso in mani criminali, e qui si può sollevare la questione se l’umanità tragga beneficio dalla conoscenza dei segreti della Natura, se sia pronta a trarne profitto o se questa conoscenza non le sarà dannosa”.

Pierre Curie

Pierre si spensa all’età di soli 47 anni a causa di un incidente in una strada di Parigi, vicino al Pont Neuf. Diluviava, la strada era scivolosa e il fisico finì con il cranio fratturato sotto le ruote di una vettura. La sua devozione alla scienza continuò grazie a sua moglie che vinse un altro premio Nobel, questa volta per la chimica, e a sua figlia Irène Joliot-Curie, che insieme a suo marito, Frédéric Joliot-Curie, ricevette il Premio Nobel  per la scoperta della radioattività artificiale; ciò avvenne nel 1935, un anno dopo la scomparsa di Marie. Il tempo dona ciò che la dedizione e il cuore edificano.

Giusy Celeste

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