Piersanti Mattarella, vittima della mafia

Mafia, pizza e mandolino. Questo è stato per molto tempo, il trio che indicava un italiano all’estero, sopratutto negli Stati Uniti d’America. Che la cucina italiana sia un vanto in tutto il mondo, ci lusinga in quanto italiani. Ma quante volte ci ha offeso, essere definiti mafiosi, solo perché cittadini del Bel Paese? Uomini come Piersanti Mattarella, hanno contrastato la mafia, a costo della vita.

Vissuta da sempre come una piaga, la mafia è una realtà che oggi ancora esiste. Afflige il nostro paese non solo diffamandolo all’estero, mietendo vittime e criminalità anche sul territorio nazionale. Lo sa bene la famiglia Mattarella, a cui appartiene il nostro Presidente della Repubblica in carica, Sergio Matterella. Infatti suo fratello maggiore, Piersanti, fu una delle numerose vittime della mafia.

piersanti mattarella e aldo moro- photo credits: tp24.it
Piersanti Mattarella e Aldo Moro- photo credits:tp24.it

Piersanti Mattarella, eletto Presidente della Regione Sicilia

Piersanti Mattarella, giunge a capo della regione Sicilia, dopo una lunga carriera politica. Nonostante i molti successi, decide di accettare la candidatura in una regione a quel tempo flagellata dalla malavita. Negli anni 70-80 la mafia, così definita poi questa associazione a delinquere, era ormai al massimo del suo potere. Non solo vi erano giri di droga e riciclaggio di denaro, gli affari della malavita, puntavano ormai a fare il grande salto: entrare nella pubblica amministrazione locale, accaparrandosi appalti pubblici e cariche politiche di prestigio sul territorio.

Questa organizzazione capillare, fu subito nota al Presidente della regione Piersanti Mattarella. Fin dall’inizio del suo mandato, la voglia di legalità, libertà ed efficenza, sono elementi cardine dei suoi provvedimenti. Durante il suo mandato, Piersanti Mattarella, decide di rivedere il piano urbanistico degli appalti della regione Sicilia, perché troppo spesso comparivano le stesse società, nelle quali si celavano, interessi e fondi della malavita. Stesso ragionamento per gli assessorati regionali, usati come merce di scambio promessa dai boss ai politici locali, affinché diventassero pedine manovrate nei vertici della regione, a favore dei clan.

piersanti mattarella-photo credits: corriere.it
Piersanti Mattarella- photo credits: corriere.it

La dura battaglia contro la mafia

Questa realtà descritta, può essere considerata come un insieme di congetture o ipotesi di reato? No. La mafia ha poco a che vedere con ipotesi e congetture. è una tragica realtà esistente, combattuta da uomini coraggiosi, a cui è costata la vita stessa. Piersanti Mattarella è uno di questi eroi, che per la Sicilia combatte fino all’ultimo giorno della sua vita, per un futuro libero dalle oppressioni violente e criminali della mafia.

L’operato di Piersanti Mattarella non era ben visto dai boss mafiosi, per questo il 6 gennaio del 1980, è assassinato brutalmente. Appena salito in macchina, viene avvicinato con una scusa al finestrino e freddato da colpi di pistola. Muore davanti gli occhi sgomenti di dolore della moglie e della sua famiglia. Questo omicidio, rimbalza come notizia di apertura di molti giornali e programmi televisivi dell’epoca. All’inizio si cerca di depistare le indagini presentandolo, come un atto terroristico. Ma qualche anno dopo, saranno le parole del pentito Buscetta, a non lasciare alcun dubbio: l’omicidio Mattarella è stato comandato dalla mafia stessa.

omicidio piersanti mattarella-photo credits: antimafiaduemila.com
omicidio Piersanti Mattarella-photo credits: antimafiaduemila.com

L’omicidio Mattarella, parla il pentito di mafia Buscetta

Con fermezza il pentito mafioso Buscetta, dichiara che l’operato di trasparenza e legalità, portato avanti da Piersanti Mattarella, stava dando non poche grane alla mafia. Per questo i boss avrebbero commissionato l’omidicio del presidente della regione. Ma a gettare ulteriore sgomento, in questa dolorosa tragedia, furono ulteriori dichiarazioni di Buscetta. Egli afferma che uomini appartenenti allo Stato Italiano, fossero da tempo incaricati di condurre trattative con la mafia e che sapessero quindi da tempo, del mandato di morte sulla testa di Piersanti Mattarella. Nessuno fece nulla ne per proteggerlo, ne per avvertirlo.

Il nostro paese con la morte di Piersanti Mattarella, perde uno dei pochi uomini onesti che con coraggio e fermezza, hanno contrastato il potere mafioso. Ha creduto nella legalità e ci ha consegnato una libertà parziale dalle mafie, pagata a caro prezzo con la vita. La battaglia intrapresa contro la malavita, non è ancora vinta, ma di certo il ricordo di questi uomini di legge, è come un faro per tutti noi, che indica sempre la giusta strada di legalità da intraprendere e perseguire ad ogni costo.

a cura di Chiara Bonacquisti

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