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Pietro Aradori: il nuovo simbolo della Fortitudo

Pietro Aradori è uno dei giocatori che farà discutere parecchio in quella Bologna denominata Basket City. Il passato in maglia Virtus Bologna, l’incrinazione dei rapporti con la società bianconera ed il passaggio ai rivali storici della Fortitudo. Si possono riassumere così le ultime due stagioni in LBA di Aradori, ancora uno dei realizzatori più efficaci del nostro campionato.

L’inizio della carriera di Pietro Aradori

Pietro Aradori nasce il 9 dicembre 1988 a Lograto, città situata nella bassa bresciana. E’ qui che muove i suoi primi passi nel mondo della pallacanestro, nel Team75 Lograto.

Continua la sua trafila nei club giovanili prima a Lumezzane e poi a Casalpusterlengo, squadra che lo lancia tra i professionisti. La stagione 2005/2006 in maglia Casalpusterlengo è la prima da professionista in Serie A2, mentre nella stagione successiva si trasferisce all’Andrea Costa Imola viaggiando quasi a 13 punti di media.

La buona stagione passata ad Imola attira su Aradori gli occhi dell’Olimpia Milano, che lo firma per la stagione 2007/2008.

L’approdo in LBA

Il primo impatto di Pietro Aradori è come ci si aspetta da qualunque giovane che arriva in un roster profondo come quello dell’Olimpia Milano. Pochi minuti in campo, nei quali comunque fa intravedere il suo talento. Aradori infatti colleziona 29 presenze in maglia Olimpia tra LBA ed Eurolega, superando i 3 punti di media a partita.

La guardia bresciana visto il poco spazio viene ceduto per la fine della stagione alla Virtus Roma, squadra che poi arriverà alla Finale, sconfitta dalla Mens Sana Siena.

Nel 2008 Aradori firma per la squadra che lo lancerà definitivamente, l’Angelico Biella. Non tanto nella prima stagione, dove colleziona quasi 7 punti di media, ma nella seconda, la stagione 2009/2010.

In quella stagione infatti Pietro Aradori esplode definitivamente, piazza il suo nuovo career high di 27 punti contro la Vanoli Cremona ed attira su di se gli occhi della NBA. A fine stagione totalizza 16.8 punti a partita, regalando grazie alle sue prestazioni la salvezza a Biella.

Pietro Aradori in maglia Mens Sana

Le voci che avvicinavano Pietro Aradori alla NBA erano vere, ma comunque il nativo di Orzinuovi decide di non rendersi eleggibile per il Draft, e nell’estate 2010 passa alla Montepaschi Siena. Siena è la squadra più forte del periodo, e infatti Aradori inaugura il suo palmarès con la vittoria della Supercoppa Italiana (82-64 alla Virtus Bologna).

In stagione regolare Aradori gioca 29 partite, viaggiando a 7.6 punti di media a partita. A fine stagione la Montepaschi Siena vince il suo quinto scudetto consecutivo, schiantando nella serie finale Cantù per 4-1.

Durante la stagione successiva (2011/2012) Aradori alza le sue medie, realizza 9.1 punti a partita ed assieme alla Mens Sana vince la Supercoppa Italiana (73-70 a Cantù) e il campionato, poi revocato per illecito sportivo assieme a quello successivo (2012/2013).

Da Cantù alla Virtus Bologna

Finita l’avventura, durata due stagioni, alla Mens Sana Siena, Pietro Aradori comincia un viaggio che in sei stagioni lo porta a vestire ben sei canotte diverse.

Tra il 2012 ed il 2014 infatti approda alla Pallacanestro Cantù, dove vince alla prima stagione la terza Supercoppa Italiana della sua carriera: la sua ex Siena sconfitta 80-73. In due stagioni Aradori colleziona poco più di 14 punti di media, non riuscendo però a portare Cantù oltre alle semifinali dei Playoffs.

La stagione 2014/2015 deve essere stata sicuramente quella più strana per il giocatore bresciano, il quale firma per il Galatasaray. L’esperienza con il club turco dura appena sette partite, infatti Aradori rescinde il contratto per problemi societari e finanziari del club. A stagione iniziata Pietro vola in Spagna all’Estudiantes, dove in 20 presenze totalizza 13.1 punti a partita.

Non è finita qui però, infatti viene contattato dalla Reyer Venezia, e Aradori fa ritorno in Italia per disputare i Playoffs con i lagunari. Con Venezia arriva fino a Gara 7 delle semifinali, perse contro Reggio Emilia.

E fu proprio Reggio Emilia la tappa successiva della sua carriera. Aradori firma infatti con la Grissin Bon, e pronti via conquista la quarta Supercoppa Italiana in carriera. Resta a Reggio Emilia per due stagioni, e centra la finale scudetto durante quella 2015/2016, persa però per mano dell’Olimpia Milano con un 4-2 totale. Nei due anni di Reggio Emilia Aradori colleziona 55 presenze, realizzando 14.5 punti a partita.

Nell’estate del 2017 Pietro Aradori approda a Bologna per firmare con la Virtus. In due stagioni non riesce a centrare l’accesso ai Playoffs, ma comunque diventa capitano della squadra, totalizza più di 14 punti a partita e riesce a portare la Virtus alla vittoria della Basketball Champions League contro Tenerife. E’ alla fine della stagione 2018/2019 che qualcosa cambia però.

La fine con la Virtus e la nuova opportunità

L’arrivo di Djordjevic sulla panchina durante la stagione 2018/2019 cambia le cose per Pietro Aradori, che a stagione finita si vede praticamente escluso dal progetto della Virtus Bologna, nonostante ne sia il capitano.

“Francamente faccio ancora fatica a darmi una risposta che abbia un senso. Per carità, le scelte sono scelte, ma ci sono modi e tempi. E’ vero, sembra un ricordo del passato quello della vittoria contro Tenerife. Invece ad Anversa, e da capitano, ero il simbolo della Virtus e urlavo insieme con i tifosi una gioia comune. Ricordo tutti i fiumi di parole spesi per la nostra impresa e i complimenti che mi arrivarono. Si vede che poi qualcosa è cambiato”.

Questo lo sfogo di Pietro Aradori in un’intervista al Corriere della Sera. La guardia bresciana però non perde il suo appeal, infatti molte squadre si dimostrano interessate a firmarlo.

“Da tante parti leggo che sono vicino a questo o quel club: Pesaro, Brindisi, Brescia, Roma. Ringrazio tutti però ora non ho alcuna idea riguardo al mio futuro. La Fortitudo? Rispondo che sono un professionista e ad oggi non ho detto sì o no ad alcun club. Casomai il no lo ha detto la Virtus Bologna a me”.

Ed è proprio la neopromossa Fortitudo Bologna, acerrima rivale della Virtus, ad essere una delle più serie pretendenti per aggiudicarsi i servigi di Aradori. Ed il 12 agosto 2019 Pietro rescinde il contratto con la Virtus per accasarsi alla Fortituto, in uno dei più classici “tradimenti” (tra molte virgolette) sportivi.

Con la nuova maglia Aradori si sente a casa e la Fortitudo porta a casa una salvezza tranquilla, sognando addirittura i Playoffs prima dello stop definitivo alla stagione causato dal Coronavirus.

In maglia Fortitudo Pietro Aradori realizza 16.8 punti a partita: eguaglia la sua massima media punti in campionato, e a fine stagione è terzo nella classifica marcatori della LBA, dietro solamente ad Adrian Banks ed Ethan Happ.

Ma una sua dichiarazione polemica rilasciata in estate alla festa della Fortitudo Bologna rimarrà nella storia, e sarà destinata ad infiammare Basket City per molti anni.

“Se un uomo scopre di avere le corna, qual è la sua soddisfazione più grande? Andare con la migliore amica”.

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