Il 30 giugno 2009 moriva la nota coreografa Pina Bausch. Il suo, un progetto artistico che darà vita ad un nuovo linguaggio coreutico. Con lei nascerà il Tanztheater (teatrodanza).
Philippine Bausch, questo il nome anagrafico della nota coreografa tedesca. Nata il 27 luglio 1940 a Solingen (Germania), Pina sarà tra le più importanti coreografe che darà vita ad una delle più innovative pagine della storia della danza, quella del teatro danza. Sede creativa e produttiva il “Tanztheater Wuppertal Pina Bausch“. Il suo un nuovo linguaggio che scardinerà la danza dalle rigide codificazioni del balletto, al fine di riconsegnare espressività e teatralità al movimento coreutico. Un vero e proprio lavoro compositivo, in cui anche la musica rappresenterà una componente essenziale.
Pina Bausch, vita in danza
Fin dall’adolescenza Pina si approccia al mondo della danza. All’età di 15 anni frequenta la “Folkwang Hochschule” di Essen, diretta da Kurt Jooss, allievo e promotore della danza espressionista labaniana. Nel 1959 si diplomerà e otterrà una borsa di studio da parte della “Deutscher Akademischer Austauschdienst” che permetterà alla giovane coreografa di perfezionarsi negli USA. Durante il soggiorno statunitense la giovane Pina Bausch studierà presso la “Julliard School of Music” dove conoscerà alcune delle figure fondamentali della danza americana ( tra questi, José Limon e Paul Taylor). Seguiranno le esperienze al “Metropolitan Opera Ballet” e al “New American Ballet“. Nel 1962 il rientro in Germania, da cui rimarrà profondamente delusa.
Solo nel 1968 prenderà il timone del “Folkwang Ballet” di cui diventerà prima coreografa; poi direttrice. Si ricordano di queste periodo alcune opere autobiografe. Con il balletto “Im Wind der Zeit” (1969) vincerà successivamente il primo posto al Concorso di Composizione coreografica di Colonia. Nel 1973, acquisisce invece la direzione del balletto di Wuppertal che presto diventerà il “Wuppertaler Tanztheater“. Sono questi gli esordi della danza – teatro o, come lei meglio definiva, del teatro nella danza. Spettacoli di grande successo, quelli di Pina Bausch, ispirati ai più importanti capolavori della letteratura e dell’arte, oltre che del teatro. Con “Café Muller“, una vera e propria svolta nella produzione della coreografa che andrà a definire sempre più il profilo di un neo-espressionismo coreutico.
Il Tanztheater
Numerose e diverse sono le modalità compositive a cui la coreografa ricorre prima di definire quello del Tanztheater, il teatro-danza (o meglio, teatro nella danza). Le prime coreografie si fondano infatti su una partitura musicale preesistente e sono propriamente danzate. Alla base delle sue composizione coreografiche, quindi, vi è inizialmente un tema, che sia musicale o drammaturgico. Il metodo compositivo di Pina cambierà notevolmente con le creazioni “Barbablu” (1976) e “Kontakthof” (1978): la partitura avrà origine dal corpo; sarà il corpo a definire e dirigere il linguaggio coreutico. La danza si trasferisce così dal piano dell’estetica del movimento ad uno meramente espressivo. È fondamentale pertanto che “la danza abbia qualcosa a che fare con quanto si voglia dire” – queste le parole di Pina Bausch.
A tal proposito il danzatore acquisirà non solo piena consapevolezza della propria corporeità, ma darà voce ad un ampio dialogo coinvolgendo anche la scenografia. L’elemento scenografo, difatti, nelle sue composizioni coreografiche non rappresenteranno più un ornamento estetico, ma si faranno interlocutore diretto con il danzatore. Sarà così che Pina Bausch eluderà il confine tra arte coreutica ed arte attoriale, facendo dei suoi danzatori dei veri e propri danzattori.
Annagrazia Marchionni
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