Attualità

Ponte dell’Immacolata: via agli spostamenti nel corridoio di Regioni gialle

Adv

Le Regioni Italiane, negli ultimi giorni, fremono di impazienza per una loro ripartenza: dal 6 dicembre, infatti, molte di esse potrebbero cambiare colore. Finalmente qualcuno tirerà un sospiro di sollievo anche se, come abbiamo già avuto modo di constatare, il Governo ribadisce di prestare attenzione a tutte le raccomandazioni ed esorta i suoi cittadini a restare altrettanto vigili anche durante questa “fase di concessioni“, poiché nessuno può ancora escludere del tutto la triste ipotesi di una eventuale e nuova ondata.

Trattiamo, perciò, quanto stabilito durante l’incontro tra il CTS (Comitato Tecnico Scientifico) e il Ministro della Salute. Il CTS, precisiamo, ha come competenza principale quella di consulenza e supporto alle attività di coordinamento per il superamento dell’emergenza epidemiologica ed è coinvolto nella predisposizione delle ordinanze del Ministero della Salute.

Le Regioni cambiano colore

Le Regioni di cui si ipotizza un cambiamento di colore sono: le Marche, l’Emilia-Romagna, l’Umbria, la Basilicata, la Puglia, la Calabria, la Toscana, il Friuli-Venezia Giulia e la Provincia Autonoma di Bolzano.

Nel dettaglio, le Marche (in zona arancione da due settimane), l’Emilia-Romagna, l’Umbria, il Friuli-Venezia Giulia, la Basilicata, la Calabria e la Puglia potrebbero tornare finalmente in zona gialla. Il Ministro della Salute, Roberto Speranza, a tal proposito ha comunicato telefonicamente con il Presidente della Regione Marche rivolgendogli parole di incoraggiamento; inoltre, tale Regione vuole porre in essere il progetto di screening di massa, ovvero dei test gratuiti da proporre alla sua popolazione. Pierpaolo Sileri (Vice Ministro della Salute), in occasione di un incontro con Vito Bardi, Presidente della Regione Basilicata, ha espresso i suoi complimenti circa la gestione Regionale del Covid. Sulla base dei dati epidemiologici elaborati dall’Istituto Superiore di Sanità, però, c’è la possibilità di considerare delle eventuali nuove ordinanze da parte dei vari Governatori Regionali per l’istituzione di zone rosse a livello locale. Questo, ad esempio, è il caso della Puglia il cui Presidente ipotizza di istituire alcune zone rosse a causa della persistenza di piccoli focolai che richiedono il mantenimento di misure restrittive.

Per quanto riguarda la Toscana e l’Alto Adige, si considera la possibilità della loro uscita dalla zona rossa, diventando finalmente aree arancioni. C’è da aggiungere che l’Alto Adige ha già effettuato l’operazione di screening di massa in cui si è rilevata un’alta affluenza e partecipazione da parte dei cittadini. Kompatscher afferma infatti: “Si tratta di un grande segno di senso civico, di assunzione di responsabilità e della volontà di assumere un ruolo attivo nella lotta contro la pandemia“.

Menzioniamo anche la Lombardia e il Piemonte, zone arancioni dal 29 novembre, che sperano di diventare aree gialle; queste però sono costrette a pazientare in quanto devono trascorrere almeno 14 giorni per passare ad un colore con meno restrizioni dell’attuale.

Anche la Valle D’Aosta preme per un cambiamento, in seguito alla legge approvata dal Consiglio Regionale che rivendica più autonomia nella gestione dell’emergenza sanitaria. Il Ministro per gli Affari Regionali e Autonomie, Francesco Boccia, ha contattato il Governatore interessato, invitandolo a revocare la sua Ordinanza circa la riapertura dei negozi ottenendo, però, una risposta negativa. Così, Francesco Boccia esordisce dicendo: “Le affermazioni del Presidente minano la leale collaborazione” e Alfonso Bonafede (Ministro della Giustizia) ha annunciato il ricorso contro la legge Regionale.

Quanto alle concessioni, per il ponte dell’Immacolata si creerà un corridoio di Regioni gialle che attraversa l’Italia da Nord a Sud, agevolando gli spostamenti dei cittadini senza alcun posto di blocco. Il Dpcm in arrivo stabilisce che coloro i quali vivono in zona gialla possono spostarsi fino al 20 dicembre, data in cui scatta il cosiddetto “stop di Natale”. Finalmente molti esercizi commerciali rialzeranno le proprie serrande e i ristoranti riapriranno fino alle 18, consentendo all’economia Italiana di ripartire piano piano e con cautela.

Enrica Valentini

Adv
Pulsante per tornare all'inizio