Prada ha appena fatto una cosa che la moda nel 2026 sembra voler fare sempre di più: prendere un pezzo di heritage vero, culturalmente enorme, e trasformarlo in un progetto globale che va oltre la semplice estetica. Il risultato? Le nuove sandals “Inspired by Kolhapuri Chappals”, appena lanciate in boutique selezionate Prada in tutto il mondo, stanno già monopolizzando TikTok fashion, editorials e conversazioni online.
Sono arrivate le nuove sandals “Inspired by Kolhapuri Chappals” di Prada
Ma questa volta non si tratta solo di una scarpa virale. Dietro il drop c’è un progetto molto più ampio che intreccia artigianato indiano, lusso contemporaneo e quella nuova ossessione della moda per il “craftmanship with meaning”. E sì, c’entra anche una delle polemiche più grosse che Prada si è trovata a gestire negli ultimi mesi.
Tutto è partito da una sfilata Prada diventata viralissima
Chi segue le menswear week probabilmente se lo ricorda benissimo: durante la sfilata Prada Spring/Summer 2026 uomo, alcuni sandali in pelle con struttura T-strap hanno immediatamente fatto partire il dibattito online. Motivo? La somiglianza con le tradizionali Kolhapuri chappals indiane era praticamente impossibile da ignorare.
Le Kolhapuri non sono semplici sandali. Sono pezzi di storia artigianale indiana che esistono dal XIII secolo e vengono realizzati a mano da generazioni in alcune aree specifiche del Maharashtra e del Karnataka. Nel 2019 hanno anche ricevuto il Geographical Indication tag, una certificazione ufficiale che tutela il loro valore culturale e territoriale.
Online il backlash è stato immediato. Fashion TikTok, creator indiani e community internazionali hanno iniziato a parlare apertamente di appropriazione culturale, chiedendo a Prada di riconoscere apertamente l’origine del design. E Prada, invece di ignorare la conversazione come fanno moltissimi luxury brand, ha scelto una strada completamente diversa.
Prada è andata direttamente in India
Dopo le critiche, il gruppo ha inviato delegati a Kolhapur per incontrare artigiani locali e istituzioni legate alla produzione tradizionale delle chappals. Da lì è nato un vero accordo ufficiale con LIDCOM e LIDKAR, due organizzazioni governative indiane dedicate alla tutela e allo sviluppo dell’industria conciaria e artigianale locale.
E adesso il progetto entra nella sua fase concreta. Le nuove Prada “Made in India x Inspired by Kolhapuri Chappals” vengono infatti prodotte direttamente in India da artigiani locali provenienti proprio dalle regioni storiche delle Kolhapuri. Ogni paio viene vendato a 750 euro e include anche un leaflet che racconta la storia di queste sandals e della loro tradizione secolare.
Visivamente? Sono esattamente quel mix che il fashion system adesso ama da impazzire: silhouette ultra-flat, pelle naturale, vibe minimal ma culturalmente stratificata. Praticamente perfette per l’estetica quiet luxury-meets-global craft che sta dominando ovunque.
Ma il punto vero è un altro: Prada finanzierà la formazione degli artigiani
Ed è qui che il progetto cambia completamente tono. Insieme al lancio della capsule, Prada Group ha annunciato anche un programma di formazione professionale completamente finanziato dal brand. Inclusi i ricavi della vendita delle sandals.
Il progetto durerà tre anni e coinvolgerà 180 artigiani delle otto aree storiche dove vengono prodotte le Kolhapuri. I corsi uniranno tecniche tradizionali, design contemporaneo, competenze digitali e conoscenza del mercato globale. Una specie di ponte tra heritage e lusso contemporaneo.
E non è solo teoria. Alcuni partecipanti selezionati potranno anche continuare la formazione direttamente in Italia, alla Prada Group Academy. In pratica Prada sta trasformando una polemica fashion in un investimento culturale a lungo termine. E nel lusso contemporaneo, dove tutti parlano continuamente di “artigianalità” ma spesso in modo super vuoto, questa mossa cambia parecchio la conversazione.





