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Premio Nobel Chimica 2020 a due donne, chi sono le scienziate

Il Nobel per la Chimica 2020 è stato assegnato a Emmanuelle Charpentier e Jennifer ADoudna: le due ricercatrici hanno messo a punto la tecnica Crisprr, che permette di tagliare-incollare il Dna, riscrivendo così il codice della vita. Un premio diviso equamente dalla biochimica francese e dalla chimica americana: grazie alla loro scoperta hanno aperto la via a molte terapie un tempo impossibili.

Nobel per la Chimica 2020 a due donne

Per la prima volta nella storia dei Nobel dedicati alla scienza due donne hanno diviso il premio più ambito dai ricercatori di tutto il mondo. Dalla sua istituzione, nel 1901, era sin qui stato assegnato complessivamente ad appena cinque donne. Jennifer A. Doudna, 56 anni, è nata nel 1964 a Washington. Dopo gli studi all’Università di Harvard si è trasferita all’Università della California, la Berkeley, dove lavora tuttora. Emmanuelle Charpentier, 52 anni, è nata nel 1968 in Juvisy-sur-Orge. Ha a completato gli studi presso l’Istituto Pasteur e attualmente lavora in Germania, a Berlino, dove dirige l’Istituto Max Planck Unit per le Scienze dei patogeni.

Nel suo discorso, la Charpentier ha dichiarato che le donne possono lasciare un segno importante nella scienza ed è altrettanto importante che lo sappiano “le ragazze che vogliono lavorare nella ricerca”. La francese ha aggiunto di sperare che il Nobel ricevuto dimostri che “anche le donne possono avere un impatto attraverso le ricerche che svolgono”.

Charpentier pubblicò la sua scoperta nel 2011. Lo stesso anno ha avviato una collaborazione con Jennifer Doudna, una biochimica esperta con una vasta conoscenza dell’RNA. Insieme, sono riuscite a ricreare le forbici genetiche dei batteri in una provetta e a semplificare i componenti molecolari delle forbici in modo che fossero più facili da usare. In un esperimento epocale, hanno poi riprogrammato le forbici genetiche.

Nella loro forma naturale, le forbici riconoscono il DNA dai virus, ma Charpentier e Doudna hanno dimostrato che potevano essere controllati in modo da poter tagliare qualsiasi molecola di DNA in un sito predeterminato. Dove viene tagliato il DNA è quindi facile riscrivere il codice della vita.

Cos’è la Crispr: la tecnica che ‘taglia-incolla’ il Dna

La tecnica che taglia-incolla il Dna, la Crispr (Clustered Regularly Interspaced Short Palindromic Repeats), è stata messa a punto nel 2013 da Jennifer Doudna ed Emmanuelle Charpentier. Il Nobel conferito loro era comunque molto atteso, visto che le due scienziate hanno fornito uno strumento senza precedenti per riscrivere il codice della vita.

La Crispr è una ‘forbice‘ naturale che permette di tagliare il Dna in punti specifici. Si ispira al funzionamento di un sistema di difesa immunitaria comune fra i batteri. La tecnica infatti permette di cancellare, sostituire e letteralmente riscrivere intere sequenze del codice genetico utilizzando la proteina naturalmente presente in un batterio (chiamata Cas9 endonucleasi), guidata nel punto esatto del Dna da ‘tagliare’ da una molecola di Rna.

La Crispr è apparsa sui giornali nell’aprile 2015, quando è stata usata in Cina per riscrivere il Dna di un embrione. Nel 2016, sempre nel Paese asiatico, è stata usata su embrioni per renderli resistenti al virus Hiv.

In medicina sono in corso sperimentazioni cliniche di nuove terapie antitumorali e il sogno di poter curare malattie ereditarie sta per realizzarsi. Queste forbici genetiche hanno portato le scienze della vita in una nuova epoca e, in molti modi, stanno apportando il massimo beneficio all’umanità.

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